Davide Di LucaOnline  

ROMANZERO

I

Enrico Entella quel giorno se ne stava camminando per i fatti suoi, quando venne attirato da un manifesto. Non avrebbe saputo dire perchè. Di passeggiate ne aveva fatte diverse in quel periodo, e aveva avuto occasione di vedere decine e decine di muri coperti dai messaggi più svariati. Per la verità, i manifesti talvolta te li ritrovavi pure nei posti più impensati, tipo i marciapiedi e perfino le sedute delle panchine. Una volta qualcuno si era introdotto nel condominio dove il nostro abitava e -zà! - aveva affisso un volantino proprio sulla porta di casa sua. Invitava ad 'arruolarsi' (proprio questo il termine) in un gruppo non meglio specificato, che però sembrava avere tra i punti del suo programma la messa al bando dei reality show e della carne in scatola, oltre che di altre quisquilie tipo i carrettini degli hot-dog e le fregnivendole che operavano sul raccordo.

Questo manifesto, ad essere sinceri, non era così dirompente. Portava soltanto lo spettabile pubblico a conoscenza del fatto che nel palazzo di fronte stavano per essere sfrattati una ventina di famiglie e un cinema.

Ora, Entella era un tantinello perplesso. Di solito la convivenza tra un cinema e delle abitazioni non era semplicissima. Era passato un po' di tempo dall'ultima volta che c'era andato, ma se non ricordava male al cine l'ultimo spettacolo finiva tardino, tipo mezzanotte o giù di lì. E questo naturalmente significava andirivieni continuo fino a mezzanotte e mezza come minimo, a volte anche l'una. C'è sempre chi non ha presente l'ora che è, oppure l'ha presente ma non gliene può importare de meno, e schiamazza peggio che se avesse il demonio in corpo.

Orbene, non so se ci avete mai fatto caso, ma in zone come questa - dove appunto ci sono cinema, discoteche e locali di ritrovo in genere - capita spessissimo ci abiti una percentuale molto superiore alla media di gente che alle otto di sera sente un insopprimibile bisogno di andare a dormire. E poichè naturalmente queste persone hanno il sonno leggerissimo, non possono abbandonarsi tra le braccia di Morfeo se appena vola una mosca.

Quindi, si comprenderà come suonasse abbastanza strana questa ferrea alleanza tra proprietari di cinema e condomini. "Nun è poi così strano, dotto' - gli spiego poi una donnina affacciata alla finestra a stendere i panni - prima de tutto, sti qua so' educati. E poi secondariamente ce semo rotti che chiudeno li cinema e ce fanno 'sti cavoli de centri commerciali".

Entella non potè fare a meno di essere d'accordo, e di trovarsi a pensare che il mondo qualche speranza ce l'aveva ancora.

 

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