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Alessandro Manzoni 
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Alessandro Manzoni (1785-1873) nasce a Milano. Suo padre ufficiale è Pietro Manzoni, esponente della piccola nobiltà di Lecco. Quello naturale sarebbe stato invece Giovanni, fratello minore dei letterati Pietro e Giovanni Verri. Suo nonno materno era Cesare Beccaria, autore di Dei delitti e delle pene. Viene educato in collegi religiosi, prima presso i padri Somaschi a Merate e Lugano, poi presso i Barnabiti. Insofferente dell'educazione pedantesca e giudicato uno studente svogliato, da questi studi trarrà tuttavia una buona formazione classica. 

I primi componimenti di M., come Il trionfo della libertà, Adda e I quattro sermoni, sono ispirati alla poesia di Vincenzo Monti, ma anche a Giuseppe Parini. In questo periodo M. entra in contatto anche con l'ambiente illuminista francese, in particolare con Claude Fauriel, che lo esorta allo studio della storia e a scrivere per colpire il cuore del lettore. In questo periodo scrive il poemetto classicheggiante Urania, e l'elegia In morte di Carlo Imbonati. Il M. in questi anni aderisce ad una cultura sensista ed anticlericale. 

Nei primi anni dell'Ottocento, il M. vide però dissolversi il mito della ragione. Nel 1811 si riavvicina alla Chiesa. Nel 1809 aveva sposato Henriette Blondel, calvinista. Insieme, i due coniugi approdano alla fede cattolica grazie alla frequentazione con il sacerdote Eustachio Degola, di orientamento giansenista. E' questo il periodo degli Inni sacri

Nel 1819 M. si trasferisce a Parigi, e pubblica la sua prima tragedia Il Conte di Carmagnola, che suscita un appassionato dibattito in quanto viola le norme classiche. La morte di Napoleone ispira Il cinque maggio. Intanto, dal nucleo originale della conversione dell'Innominato si sviluppa il Fermo e Lucia, che verrà pubblicato dal 1827, e porterà grande successo a M. Nel 1822 pubblica Adelchi, la sua seconda tragedia, che narra dell'arrivo in Italia di Carlomagno con allusioni alla dominazione austriaca. 

Nel 1827 M. si trasferisce a Firenze per realizzare la stesura finale del Fermo e Lucia (la "sciacquatura dei panni in Arno"). Il risultato sono I promessi sposi, pubblicato nel 1840. Insieme al romanzo viene pubblicata anche la Storia della Colonna Infame, saggio sulla vicenda degli untori, che nel romanzo ha una parte importante. 

Nel 1860 M. viene nominato senatore nel primo parlamento dell'Italia unita. Nel 1864 votò a favore dello spostamento della capitale da Torino a Firenze, in attesa della liberazione di Roma. Muore il 22 Maggio 1872, in seguito a una caduta. 

Per approfondire: Letteratura.it | ItaliaLibri.net | LiberLiber 

Libri

I promessi sposi
I promessi sposi 

Dei delitti e delle pene-Consulte criminali
Cesare Beccaria, 
Dei delitti e delle pene
 

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