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de Espronceda Home Josè de Espronceda (Badajoz 1808- Madrid 1842) è il più grande poeta spagnolo del Romanticismo, paragonabile per gli ispanici all'inglese Byron. Studiò nel Colegio de San Mateo a Madrid, dove fu allievo tra gli altri di Alberto Lista, tra i più grandi critici letterari iberici. A 15 anni, con altri due amici, fondò una società segreta. La polizia spagnola prese i tre "cospiratori" sul serio, tanto che E. venne esiliato a Guadalajara per cinque anni, dal 1825 al 1830. Qui compone la sua prima opera, il Pelayo, un poema storico in ottave . Dopo l'esilio viaggia molto all'estero. In Inghilterra si innamora di Teresa Mancha, che sarà sua compagna per alcuni anni. Nel 1830 partecipò all'ondata rivoluzionaria. Nel 1833 rientra in patria grazie a un'amnistia, e si dedica al giornalismo e alla politica. In questo periodo pubblica un romanzo storico, Sancho Saldaña. Nel 1840 è la volta di un libro di poesie che ebbe un grande successo. Nel 1842 viene eletto deputato. Nello stesso anno muore per un'infezione. Il suo accostamento a Byron tuttavia è dovuto principalmente a due lunghi poemi: El Estudiante de Salamanca e El Diablo Mundo. Nel primo riprende il tema di Don Giovanni. Nel secondo, incompiuto, parla dell'uomo come di un essere fondamentalmente innocente che soffre per i difetti della realtà sociale. In quest'ultimo è incluso il Canto a Teresa, dedicato alla Mancha e considerato una delle più belle elegie amorose.
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