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Alighieri Home Dante Alighieri (Firenze 1265 - Ravenna 1321), poeta e scrittore, è considerato il padre della lingua italiana. Figlio di un cambiavalute, ma appartenente a una famiglia nobile, ebbe occasione di frequentare i migliori ambienti culturali fiorentini. Seguì gli studi filosofici e teologici nelle scuole dei benedettini e dei francescani, e strinse amicizia con i poeti "stilnovisti". Studiò anche con Brunetto Latini, che rappresentò per lui un esempio del valore politico dell'impegno culturale. In questo periodo conosce Bice Portinari, che trasfiguerà in Beatrice nella Commedia. Dal '95 in poi D. assume diverse cariche politiche nel comune di Firenze. Fu uomo di parte guelfa, cioè di simpatie papali, mentre i ghibellini avevano simpatie per l'impero. Tuttavia fu un guelfo moderato, ostile alle ingerenze papali nella repubblica fiorentina. Si trovava lontano da Firenze quando, il 1° novembre 1301, le truppe di Carlo di Valois entrarono in città. Il 27 gennaio del 1302 fu condannato all'esclusione dai pubblici uffici e a due anni di confino per falso e corruzione (baratteria). D. non si presenta per giustificarsi, e il 10 marzo 1302 viene condannato a morte. Inizia così l'esilio, che durerà per il resto della sua vita. Non è facile ricostruire la cronologia degli spostamenti del poeta. Inizialmente rimane legato ai Bianchi fuoriusciti da Firenze, ma ben presto fa "parte per se stesso". Fu in Lunigiana, alla corte dei Malaspina, e nel Casentino, presso il conte Guido da Battifolle. Una speranza di tornare a Firenze fu rappresentata dalla discesa in Italia di Arrigo VII, che però morì a Buonconvento. Probabilmente nel 1312 D. è a Verona, presso Cangrande della Scala. Mentre si trovava alla sua corte dovette comporre il Paradiso e la Monarchia. Nel 1315 un'amnistia includeva anche Dante, che quindi poteva rientrare a Firenze, a patto di pagare un'ammenda e di fare pubblico atto di sottomissione. Il poeta rifiutò, e la condanna a morte contro di lui venne confermata. Nel 1318, secondo alcuni all'inizio del 1320, Dante si recò a Ravenna, presso la corte di Guido Novello da Polenta. Di ritorno da una missione a Venezia, si ammalò, morendo il 14 settembre 1321. Venne seppellito nella città emiliana, nella chiesa di San Francesco, dove le sue spoglie si trovano tutt'ora (2009). Per approfondire: Danteonline.it | LiberLiber | Classicitaliani.it | Libri
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