Di Francesca Fiorentino
Uno studio europeo, condotto su 940 giovani dai 12 ai 17 anni, di 10 città del Vecchio Continente, fra cui Roma e recentemente pubblicato sullo European Journal of Clinical Nutrition sottolinea come i nostri ragazzi consumino poco ferro, una riduzione del 21% per le femmine, il 17% per quanto riguarda i maschi.
Dati, questi, che sono stati esaminati anche dai nostri ricercatori dell’Inran, l’Istituto Nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione, i quali hanno rimarcato l’importanza dell’assunzione regolare di questo metallo nell’alimentazione quotidiana dei più giovani.
La riduzione del ferro, anticamera della carenza e poi dell’anemia, può infatti portare a stanchezza, spossatezza e incapacità di concentrarsi. Ad essere maggiormente a rischio sono le ragazze a causa del ciclo mensile; a loro si raccomanda di assumere 18 mg di ferro al giorno, a fronte dei 12 mg consigliati per i maschi.
Aumentare il consumo di carne, pesce, legumi, frutta secca e verdure a foglia, quindi, diventa fondamentale per riequilibrare l’alimentazione, tenendo conto che il ferro si assorbe con facilità, favorito dall’impiego contemporaneo di vitamina C.
Un pasto che si apre con della carne o del pesce alla griglia e si conclude con una coppetta di fragole o un’arancia rappresenta un buon modo per integrare la quantità di ferro nel nostro organismo.