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Mincorso sull'individuazione degli obiettivi

Capita spesso di sentirsi confusi su quali siano in effetti i propri scopi nella vita. Nel nostro piccolo, vorremmo suggerirvi con questo minicorso un possibile metodo, abbastanza sperimentato, per aiutarvi a capire cosa volete fare. Naturalmente, come scriviamo spesso, non esistono bacchette magiche. Si tratta di riprendere spesso in mano il metodo, o altri metodi che potete trovare in giro, per fissare in mente il più possibile i nostri obiettivi, fino a farli capire al nostro subcosciente, che è il vero motore delle nostre azioni, ma è anche un pò duro d'orecchi...

Se siete arrivati fin qui, non è un caso. Qualcosa dentro di voi vi ha spinto a cliccare proprio su questo link. Capita spesso di avere la mente un po' confusa riguardo a quello che volete fare. Non sto parlando di quello che volete fare oggi. Quello, generalmente lo sappiamo benissimo: c'è da fare la spesa, andare a prendere il bambino a scuola, fare quel tal versamento alla posta o in banca. Sto parlando di quello che volete fare nell'arco della vostra vita.

 

Già, la nostra vita. Vi è mai capitato di sentire che c'è qualcosa, là dentro, che non riuscite a capire cosa diavolo sia? In realtà, ci sono diversi modi per capirlo. In questo minicorso ve ne presento uno, che mi è stato particolarmente utile. Nulla di magico o di trascendentale. Si tratta solamente di un metodo che applica tecniche come il brainstorming (tempesta nel cervello, già dice molto), cioè la raccolta (anche disordinata ed acritica, anzi soprattutto disordinata ed acritica) delle idee che ci passano per la testa, anche le più balzane. Siete pronti? Bene: tutto quello che vi serve, adesso, sono una penna ed un foglio. 

 

A questo punto siamo pronti per partire. Per prima cosa, tracciate al centro del foglio un'ellisse, e scriveteci dentro il vostro nome, così:

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Questo ha un evidente significato simbolico. Ogni cosa che decidete di fare, nel bene o nel male, ha origine da voi. Naturalmente le circostanze potranno portarvi a modificare le vostre strategie, ma siete voi che decidete da che parte andare. E' un po' come quando decidete di andare in un posto, decidete un percorso, ma può darsi che ci sia traffico, oppure che la strada sia interrotta. In quel caso, ne sceglierete un'altra, o comunque cambiate strategia. Ma la decisione iniziale è vostra, la direzione da prendere l'avete scelta voi.   

 

Procediamo nella stessa maniera, dando un nome alle sfide che ci troviamo davanti.organizziamoci.gif (3004 byte)

Cosa abbiamo fatto fino ad adesso?
Abbiamo elencato le nostre sfide. Ma questo significa, anche, che abbiamo in qualche modo "cristallizzato" quel continuo ribollire che ci portiamo dentro. Cosa, questa, non indifferente. Riflettete un attimo su quello che vi dico adesso, e vedete se siete d'accordo con me: un problema identificato è un problema mezzo risolto. In effetti, molto spesso rimaniamo bloccati, semplicemente perchè non sappiamo da che parte cominciare. Adesso, invece, lo sappiamo.

Il prossimo passo è quello di prendere in esame ciascuna sfida e cominciare ad ipotizzare delle soluzioni. Qui ci viene in aiuto la tecnica del brainstorming. Questo termine, in inglese, significa più o meno "tempesta nel cervello", ed è esattamente di questo che si tratta. Dobbiamo "scuotere" un tantino quel po' di materia grigia che solitamente staziona nella nostra scatola cranica senza fare un granchè, alquanto atrofizzata dal tran-tran quotidiano. Prendiamo la prima sfida che ci siamo posti, "trovare lavoro". Procuriamoci un cronometro. Non importa che sia un cronometro sportivo, professionale. Basta anche uno di quelli che si usano in cucina per controllare la cottura delle bistecche, di quei cosi insomma a forma di pomodoro, di cipolla, alcuni anche di cappello da cuoco. Basta che vi faccia capire quanto tempo è passato in termini di minuti. Anzi, meglio questi cipolloni, perchè in genere alla fine scampanellano, e quindi non importa che stiamo a guardarli.  Ora prendete un foglio bianco, e scriveteci nel mezzo "trovare lavoro".

Fatto? Bene. Adesso facciamo partire il cipollone, dandoci cinque minuti. Attorno alle parole "Trovare Lavoro" cominciamo a scrivere quello che ci viene in testa, ma proprio tutto, riguardo al lavoro. Anche le cose più assurde, anzi soprattutto quelle. Il motivo è semplice. Proprio perchè sono assurde, queste idee rappresentano qualcosa che ci permette di uscire dal nostro consueto punto di vsita. Del resto qualcuno (Einstein) diceva che per risolvere un problema occorre prima di tutto essere capaci di vederlo da fuori. In conclusione, più "pazzi" vi sentite mentre scrivete, meglio è.

Scaduti i cinque minuti, avrete scritto diverse cose attorno a quella parola che identifica la vostra sfida. Ora prendete l'idea più assurda che vi è venuta fuori. Di nuovo, sgomberate la testa e supponete che quell'idea sia fattibile. Avete già capito perchè facciamo questo giochino. Si tratta, come prima, di uscire dal solito per vedere le cose "da fuori". Ebbene, se quell'idea fosse realizzabile, quale sarebbe il primo passo da fare per realizzarla? Se il primo passo ancora non vi sembra fattibile, inventatevi un passo "meno uno" che potete fare in tempi brevi. Se anche quel passo "meno uno" vi sembra impossibile, un passo "meno due", un passo "meno tre". La cosa importante è che riusciate a trovare un'azione che potete intraprendere adesso. Da lì, cominciate ad avanzare...

Ormai dovreste aver capito come procederemo con le prossime sfide. Prendete una ad una, caricate il vostro cipollone, e lasciate che la vostra mente si allarghi. Questo esercizio è particolarmente salutare, poichè vi da delle prospettive che forse non avreste considerato altrimenti. Lo scoraggiamento spesso viene dal fatto di non avere alternative, trovare delle nuove strategie molto spesso è quel che serve per uscire dalle secche.

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