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L'uomo da batttere
di David Di Luca 
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Si sente spesso dire che viviamo in un mondo competitivo. A momenti si ha anche l'impressione che chi arriva secondo sia già nel mucchio degli ultimi. Personalmente, sono convinto che un po' di sana competizione non guasti, come del resto ogni stimolo che ci porta a migliorare.

Credo che il conquibus stia proprio qui. Al momento in cui davvero ci si convince che che il secondo è già ultimo, la competizione si trasforma, e da stimolo diventa fonte di frustrazione. Cioè, l'esatto contrario di quello che ci serve.

Quindi, bisogna rinunciare all'idea? Penso di no. Avere dei modelli è certo importante, e le mete ambiziose ritengo siano più un bene che un male. Probabilmente sta tutto nel tenere gli occhi bene aperti. Nel verificare che il nostro avvicinarsi al modello che ci siamo scelti ci porti a stare meglio, e non peggio. Perchè in definitiva è possibile che l'uomo da battere sia il nosro io di oggi, nè più nè meno.

 

 

 

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