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I soldi fanno la felicità? A prima vista sembrerebbe di sì. Chi possiede molto denaro ha certamente molte possibilità in più rispetto a chi ne ha poco. Come recita il proverbio, però, tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Non sempre avere dei mezzi vuol dire automaticamente saperli adoperare, o anche avere la volontà di adoperarli.
Pensiamo a chi vince una grossa somma alla lotteria, e magari fino ad allora aveva dei problemi ad arrivare alla fine del mese. Dal momento che c'è una maggiore disponibilità di denaro, ci si aspetterebbe che aumenti anche la sua qualità di vita, cioè la sua felicità. Ma è sempre così?
Tutti noi conosciamo come tipica la storia di quello che vince una cifra stratosferica, la dilapida e poi torna ad essere lo stesso poveraccio di prima, anzi forse anche peggio, perchè magari gli eccessi lo hanno portato a rovinarsi la salute e/o i rapporti con gli altri. Certo, non succede sempre così, ma il fatto che consideriamo questa storia come tipica la dice lunga. La morale della favola è: se non sei in grado di gestire le tue risorse, finirai per perderle.
Ne deriva che le risorse monetarie possono essere inutili o addirittura dannose se non si utilizzano insieme ad altri tipi di risorse che a seconda della nostra indole possiamo definire interiori, mentali o spirituale. Quel che è certo è che risorse di questo genere sono
dentro di noi e non fuori.
A questo punto, sorge il dubbio che i soldi dovrebbero forse essere utilizzati come un
mezzo e non come un fine. Dovremmo essere noi ad usare il denaro e non viceversa. Senza contare che spesso chi guadagna molto denaro, e soprattutto riesce a tenerselo, alla fin fine ha potuto arrivarci soprattutto grazie alle proprie risorse interiori.
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