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La questione emotiva
di David Di Luca 
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La questione emotiva, se così vogliamo chiamarla, ritengo sia alla base di tutto. Non importa quello che ci accade, conta la nostra reazione, o meglio le emozioni che leghiamo all’avvenimento.

Ci pensavo giusto ieri sera prima di piombare in braccio a Morfeo. Tra le pareti del cranio mi si aggiravano spiritelli di una situazione che sto vivendo di questi tempi, non importa quale. A un certo punto ho detto: satis. Basta così.

Allora, ecco una delle mie metafore: ho immaginato il nuvolone che rappresenta tutta la faccenda che se ne andava giù per lo scarico del lavandino. Stranamente, mi sono ritrovato con le idee molto più chiare.

Ultimamente sono sempre più convinto che può essere pure una dannazione, a volte, dover raggiungere per forza degli obiettivi, o peggio ancora quegli obiettivi, anche quando è chiaro che a perseguirli non solo non cresciamo, ma non ci divertiamo neanche più.

Ci ritroviamo in una sorta di trappola, che nega quello che siamo, esseri che dovrebbero sempre sentire la gioia di fare impressa nel loro Dna. Insomma, se gli obiettivi ti intrappolano, chi ti impedisce di verificare se facciano ancora per te oppure no?

Può anche essere una buona idea andare per un po’ random, seguire la corrente, che magari ti porterà in posti dove non ti era mai passato per la testa di andare. E lì potresti inciampare, oh bella, in qualche risposta alle tue domande.

Pare che capiti, quando uno allarga i propri orizzonti.

 

 

 

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