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Ammettiamolo, la nostra è una società del tipo
"tutto o niente". Una volta che ci siamo fissati un obiettivo (il che è
cosa buona e giusta a prescindere), possiamo pure arrivare a dannarci
l'anima per raggiungerlo. Il che invece non sembra essere un'idea granchè
furba.
Del resto, non è facile resistere al condizionamento, anzi direi al
bombardamento culturale a cui siamo sottoposti quotidianamente. Devi
assolutamente avere questo, quello e pure quell'altro. Non solo: arrivare
secondi equivale ad arrivare ultimi. E - altro obbligo morale - non
bisogna sbagliare MAI.
Di conseguenza, spesso non si agisce perchè prima di farlo vogliamo essere
sicurissimi di non sbagliare. Un po' come voler digerire senza aver
mangiato. La paura di sbagliare diventa a volte una forma di paralisi. E
certamente sbagliare ci rompe le scatole. Tuttavia è pure vero che se ci
troviamo in una situazione che non ci piace, non è granchè da furbi
aspettare che qualcuno ce ne tiri fuori. Dopo aver ponderato e
ri-ponderato, occorre fare qualcosa, per quanto piccola sia. Fosse anche
un solo piccolo passo avanti giusto per saggiare il terreno. Potremmo
avere la piacevole sorpresa di constatare che è solido.
Insomma, come diceva quello, meglio accendere una piccola luce che
continuare a lamentarsi perchè è buio.
Marzo 2006

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