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Una piccola luce
di David Di Luca   
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Ammettiamolo, la nostra è una società del tipo "tutto o niente". Una volta che ci siamo fissati un obiettivo (il che è cosa buona e giusta a prescindere), possiamo pure arrivare a dannarci l'anima per raggiungerlo. Il che invece non sembra essere un'idea granchè furba.

Del resto, non è facile resistere al condizionamento, anzi direi al bombardamento culturale a cui siamo sottoposti quotidianamente. Devi assolutamente avere questo, quello e pure quell'altro. Non solo: arrivare secondi equivale ad arrivare ultimi. E - altro obbligo morale - non bisogna sbagliare MAI.

Di conseguenza, spesso non si agisce perchè prima di farlo vogliamo essere sicurissimi di non sbagliare. Un po' come voler digerire senza aver mangiato. La paura di sbagliare diventa a volte una forma di paralisi. E certamente sbagliare ci rompe le scatole. Tuttavia è pure vero che se ci troviamo in una situazione che non ci piace, non è granchè da furbi aspettare che qualcuno ce ne tiri fuori. Dopo aver ponderato e ri-ponderato, occorre fare qualcosa, per quanto piccola sia. Fosse anche un solo piccolo passo avanti giusto per saggiare il terreno. Potremmo avere la piacevole sorpresa di constatare che è solido.

Insomma, come diceva quello, meglio accendere una piccola luce che continuare a lamentarsi perchè è buio.

Marzo 2006