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Michele Delpiano     Home

 

Michele Delpiano è nato a Barletta nel 1984.

Laureando presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bari, è un militare volontario dell’Aeronautica Militare Italiana.

Annovera nel suo curriculum due pubblicazioni, ovvero due raccolte di poesie. Ha esordito nel Giugno 2007 con la raccolta di poesie “Penso in versi” pubblicata dalla casa editrice Uni Service di Trento per la quale ha ricevuto il Primo Premio al II Concorso Internazionale di Libri Editi “Città di Eboli” e la Menzione D’Onore al Gran Premio Nazionale di Poesia e di Narrativa “Città di Pompei 2008”.

Ha pubblicato nel giugno 2008 la raccolta di poesie “Apologia” edita dalla casa editrice Rotas di Barletta.

Con la Giulio Perrone Editore ha partecipato alla raccolta antologica “Nostalgia” di poesie di autori contemporanei edita nel Giugno 2008 con la poesia “Nostalgia”.

Collabora alla rivista di Roma on line “Fuori le mura” pubblicando poesie nella rubrica “Parole”.

Ha svolto attività di segretario presso l’associazione culturale di Barletta “Ad maiora”, organizzando il Concorso Nazionale di Poesia “Graziella Mansi” per giovani poeti e il Concorso Nazionale di Poesia “Massimo D’Azeglio” aperto a tutti, patrocinato anche dalla Presidenza della Repubblica. Con la succitata associazione ha preso parte a cortei storici sia nella città di Barletta sia nel comune di Genazzano (RM).

Penso in Versi. La vita è un’alternarsi incessante di adesione ed evasione, di apertura e di chiusura nel proprio guscio “come una lumaca in letargo”. Mentre il corpo acciocchisce immobile, la mente evade in realtà ospitali ed appaganti: in una natura salubre e festosa, in una dimensione “lontana” nel tempo ed in “cantata”, in un amore “senza paragoni” e senza confini. Il ritorno nel corpo, indotto dalla precarietà della fuga, coincide con il dispiegamento del proprio io in...liriche in“freddo”lite e “prima-verili”.

Apologia. Una raccolta che è un’arringa. Un poeta che è l’avvocato difensore. La Poesia che è la vittima. La Poesia che rischia di morire. L’uomo che resta indifferente e omette il soccorso... Nello sfasciume etico-culturale di un mondo fatto di “calcolo” e di “materia”, galleggiante in un “tubo catodico”, la Poesia troverà il suo salvatore. Un salvatore ancorato ai vecchi valori. Un salvatore innamorato della poesia pura. Un salvatore, forse più un sognatore. Il costruttore di un “nido” inzuppato nell’amore, nella natura, nelle semplici cose.