LA VOCE DEL SILENZIO |
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Sono certissimo che il potere di Urdeña ha già iniziato a sgretolarsi. D'ora in avanti non potrà che fare come una valanga. E' proprio vero: nel momento stesso in cui anche una sola persona riesce a sottrarvisi, il controllo totale diventa impossibile. Non avrei mai creduto che la soluzione fosse così semplice. Pensare che quel libro lo avevo trovato nei pressi di un cassonetto dell'immondizia. Magari lo aveva buttato qualcuno che aveva bisogno di spazio per un altoparlante più grande.
Sì, perchè erano proprio gli altoparlanti la chiave di tutto. Si trovavano ovunque: nelle piazze, nelle vie, nelle case, nelle stazioni e nelle vetture di metro treni e bus. Perfino nei locali. Diffondevano incessantemente musica *salsa* e *merengue*, a volume assordante.
Questo sarebbe bastato di per sè a spappolare i processi mentali di chiunque. E lo scopo era proprio quello: impedire alle persone di pensare, o quantomeno di concepire un'idea il cui orizzonte temporale più ampio di cinque minuti, mezz'ora al massimo. Quando sei in quelle condizioni, come diamine fai a concepire un futuro diverso dal presente? Non ti stai a domandare se è bello o brutto: non ce la fai. Vivi alla giornata, e basta.
Ma questo era solo il primo passo. Per essere sicuri, avevano anche inserito nella musica dei messagi subliminali. Se uno registrava qualche minuto su nastro e poi lo faceva girare al contrario, ascoltando con attenzione si poteva percepire un tipo che sussurrava gli slogan già usati per la campagna elettorale. Amenità tipo "con Urdeña la vita è più degna" e "sogna con Urdeña".
Insomma, quello che si può definire a buon diritto un programma di rimbambimento globale totale. E difatti i nostri concittadini vanno in giro con certe facce stralunate che non vi dico. Secondo il libro, però, il condizionamento non raggiunge mai la perfezione. A volte, in mezzo alla nebbia si affacciano brandelli di pensiero autonomo, talmente discontinui da non raggiungere quasi mai un grado sufficiente di coerenza.
Quasi mai, appunto. Due giorni fa mi sono svegliato lucidissimo, a dispetto di Tito Puente che mi trapanava le orecchie. Guarda caso, è stato proprio il giorno in cui ho trovato il libro. E da allora, la confusione si è dissolta. Ho saputo esattamente cosa fare. Sceso in cantina, ho recuperato l'ascia da boscaiolo di mio padre, e l'ho usata con somma perizia per fracassare l'altoparlante. Un gesto certo inaudito, sacrilego, ma nel compierlo ho goduto come un maiale.
Adesso che il silenzio riempiva la stanza, potevo veramente concepire qualunque cosa. Lo avevo letto nel libro, ma provarlo realmente era tutta un'altra faccenda. Un mondo diverso era possibile. Migliore o peggiore, non si sapeva. Di certo, senza altoparlanti. |
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