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Home>Romanzi >Storia di una Storia senza Storia>Cap.5

 

V

Furono giorni pieni di fervore, specialmente se paragonati all'accasciamento totale delle settimane precedenti. Pareva che la gente fosse stata a Lourdes, e avesse pure trovato aperto. Perfino il Titolare sembrava quasi simpatico. Dal Bo se lo spiegava con un ragionamento tutto sommato abbastanza semplice: si faceva da parte colui che secondo tutte le apparenze era il responsabile dello sfacelo aziendale. Subentravano coloro che magari non avevano poteri taumaturgici, però sicuramente portavano in dote qualche ideuzza che a prima vista sembrava valida, e che meritava senza ombra di dubbio di essere messa alla prova. Insomma c'erano delle possibilità inesplorate e potenzialmente vincenti. Il che avrebbe fornito carburante per parecchi chilometri.

La Cooperativa nacque a tempo di record, grazie anche ai sindacati che fornirono dritte legali e professionisti a prezzi più che amichevoli. Di certo, quando Dal Bo e colleghi si incontrarono nello studio del notaio, il momento era sentito come solenne e definitivo. Venivano in mente, che so, la Dichiarazione di Indipendenza, la Carta dei Diritti dell'Uomo, e via discorrendo. L'unica nota forse un tantino stonata era l'espressione un po' beffarda che a Dal Bo parve di scorgere sulla faccia del Titolare. Ma anche lui, a onor del vero, non ci fece caso più di tanto, preso com'era dall'emozione

 

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