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Home>Romanzi >Storia di una Storia senza Storia>Cap.3

 

III

In realtà, ogni cuore desidera, e Dal Bo riteneva fosse pure giusto. In definitiva, perché tu devi avere questo e quello, e io no? Ci mancherebbe. Senza contare che tutto, intorno a te, è mirato a farti desiderare sempre di più. E anche questo fatto a suo modesto avviso non era del tutto negativo. Soltanto che - aveva notato - in certi momenti il desiderio si trasformava in ossessione. Quante volte si era trovato ad invidiare un trastullo qualsiasi a Tizio e Caio? Ti prendeva veramente di fare qualunque cosa pur di ottenere il tale e il talaltro balocco. E a volte finivi per farla sul serio --- qualunque cosa. Ti indebitavi fino al collo, e poi magari maledivi il destino perché eri pieno di debiti. Capiva benissimo, ci era passato. 

Sì, perché era facile dispensare pacche sulle spalle altrui. Il bello veniva quando dovevi dartene una da solo. Per dire: pure lui, come avrebbe fatto a pagare l'affitto? E poi, fosse stato solo quello. C'era tutta una lista di spese che si ripetevano ciclicamente alla fine di ogni mensilità. A volte gli ricordavano i cerchi magici degli occultisti. Solo che quelli servono, si dice, per imprigionare i demoni. In questo caso invece imprigionavano la gente, dandogli la sensazione che tutto si avvolgesse su se stesso all'infinito, senza possibilità di variazione alcuna. La ripetizione del ciclo dei pagamenti, il suo simpatico infernetto personale. 

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