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Storia di una Storia senza Storia - I 


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Era deciso, avrebbe fatto il soggettista e/o lo sceneggiatore di fumetti. A suo tempo qualcuno era stato fulminato mentre si dirigeva a Damasco. A Sergio Dal Bo successe mentre stava per entrare nella stazione della metro.

Per trovare il primissimo seme di questa illuminazione, comunque, bisogna risalire qualche tempo addietro. Anzi, per essere precisi a moltissimi anni prima, quando il novantanove virgola nove per cento periodico della sua mente era occupato da un loop della parola 'vaffanculo'.

Certo, non si trattava di un caso. Era il frutto di un processo ben preciso e graduale. Un accumularsi di piccole punzecchiature che prese una per una non turberebbero nessuno, ma tutte insieme possono creare anche nell'individuo più affabile e tranquillo delle tendenze sociopatiche.

Il campionario era vasto assai. Per esempio, il tipo che ti aggrediva in strada per chiederti du' spicci. La gente che vuole salire da dove si scende in autobus, e per giunta prima che tu sia sceso.Le auto parcheggiate sulle strisce. La movida alcolica e impasticcata sotto la finestra alle due le tre le quattro di notte. Il buco nell'ozono. Il riscaldamento globale. La lista potrebbe continuare a lungo. Mettendo tutto insieme, si comprenderà come il rating della vita di Dal Bo fosse di qualche punto al disotto di uno standard accettabile.

Ora, un bel giorno capitò che il treno fosse in ritardo di una buona mezz'ora. In queste occasioni, Dal Bo passava il tempo  a ingrugnarsi sulla panchina. Stavolta invece, per un motivo che nè lui nè noi conosceremo mai, si trovò a guardarsi intorno, e infine a inquadrare un albo di Zagor che occhieggiava dalla vetrina dell'edicola. Massì, pensò. Tanto, stronzata per stronzata...

Così, dopo l'acquisto, si accinse svogliatamente alla lettura... e mancò poco che perdesse il treno. Gli eventi rinchiusi in quei parallelogrammi riempiti di disegni lo risuccchiarono. Rimase meravigliato davanti ai sentimenti che gli suscitavano parole azioni storia intreccio. Cazzo, era importantissimo raccontare. Ma soprattutto raccontarsela.   

  

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