Dal settembre
2009 scelgo per RadioAnimati.it
una sorta di "libro della settimana".
Qui c'è la cronologia, per chi si fosse perso la rubrica....
Se trovate un libro che vi piace, potete acquistarlo attraverso
il link (scelta consigliata ;-) )
Se
vi piacciono le canzoni di Vasco Rossi, ecco un modo di
conoscere meglio chi le scrive. Esce infatti da
ChiareLettere, "La Versione di Vasco". Non
esattamente un'autobiografia. Piuttosto un collage di
pensieri, ricordi e riflessioni, esattamente come succede
nei testi dei suoi brani. Veniamo così a sapere,
per esempio, che nel tempo il Blasco è molto cambiato. Ad
esempio, al tempo in cui scrisse Albachiara leggeva
praticamente solo Topolino e Alan Ford, mentre adesso
tiene sul comodino l'Etica di Spinoza e l'Idiota di
Dostoevskij. Vasco si rivela poi molto attento a
distinguere sè stesso dal personaggio Vasco Rossi.
In alcuni versi contenuti nel libro, afferma che, se lo
colpiscono, lui sanguina, Vasco Rossi no. ll rocker di
Zocca parla inoltre di argomenti più intimi e delicati, uno su tutti la morte del padre, avvenuta quando lui aveva ventisei anni e che gli ha scatenato quella rabbia che lo caratterizza e dalla quale non è mai veramente riuscito a liberarsi, ma non tutte le sue
canzoni, sottolinea, sono nate dalla rabbia: alcune, come Albachiara e Una canzone per te, sono state ispirate da una ragazzina, altre da esperienze personali di vita.
Oggi
parliamo di un volume molto particolare, per essere più
precisi un instant book dedicato
a Marco Simoncelli, campione di motociclismo recentemente
scomparso. Nel libro troviamo molte immagini, che ci
danno la dimensione di chi è stato Simoncelli nella sua
breve ma intensa carriera. Un esempio sicuramente
costruttivo per i giovani, che dimostra come ogni sfida
comporti dei rischi da accettare. ***A commentare gli
scatti fotografici tre interventi di Marco Evangelisti,
giornalista del Corriere dello Sport-Stadio e curatore del
volume: un ritratto del personaggio, una cronistoria della
vittoria del Mondiale del 2008 in classe 250 e il racconto
dell'esordio e dell'ascesa di Sic in moto GP, fino al
tragico giorno dell'incidente. A completare il profilo di
Simoncelli i contributi di Paolo Sesti, Presidente
della Federazione Motociclistica Italiana, e di Federico
Pisani, editore della Gargoyle. Fatto non secondario, parte
del ricavato delle vendite del libro andrà
all'Associazione "Rimini Autismo Onlus", che
Simoncelli era solito aiutare con generose donazioni.
16 NOV 11 -
Zucchero Fornaciari, Il suono della Domenica, Mondadori Acquista
su Amazon.it
Zucchero
Fornaciari è sicuramente uno dei personaggi più
interessanti del panorama musicale italiano. Più di
cinquanta milioni i dischi che ha venduto, creando
canzoni cantate dal mondo intero, e interpretandole con
colleghi del calibro di Miles Davis, Eric Clapton,
Sting,Ray Charles, Luciano Pavarotti solo per citarne
alcuni. Una
possibilità di conoscerlo meglio è offerta da questa
autobiografia, intitolata "Il suono della
domenica" e pubblicata da Mondadori. Il cantautore si
racconta fin dall'infanzia, in un'Emilia anni cinquanta
che finisce per essere molto poetica e sognante, ma anche
dotata di una sua fisicità. Basti pensare che Zucchero
racconta tra l'altro di aver dormito in una camera dal cui
soffitto pendevano salumi. Sì, avete capito bene:
parliamo di salami, coppe e prosciutti, che pendevano
sopra il capo del futuro musicista, che la mattina si
svegliava ovviamente unto di grasso. Intanto Adelmo
ascolta Nomadi, Beatles ed Equipe 84, va in chiesa a
servir messa e a suonare l'organo, cerca di aggiustare da
solo il suo motorino che non parte mai, e scopre
l'erotismo grazie a tale Vittorina che, piegandosi per
gonfiare la ruota della sua bicicletta, finisce per
scoprire le mutandine. Troviamo naturalmente anche Nonna
Diamante, mitica protagonista della canzone che decenni
dopo Adelmo, ormai diventato Zucchero, canterà su testo
di Francesco De Gregori.
09 NOV 11 -
Lucia Rizzi, Fate famiglia! Dalla tata più famosa d'Italia, regole e consigli per prevenire i conflitti,
Rizzoli Acquista
su Amazon.it
E'
sicuramente la tata più famosa della televisone Lucia
Rizzi, protagonista del reality show "Sos Tata"
in onda su La7. Adesso ha deciso di raccogliere i suoi
consigli in questo volume "Fate Famiglia!",
pubblicato da Rizzoli. La famiglia, si sà, è una
comunità, e come tale non sempre scorre tutto liscio.
Lucia Rizzia analizza le dinamiche famigliari con il suo
notorio senso pratico, offrendo consigli che aiutano a
rendere costruttii i rapporti tra i membri della famiglia.
Rizzi offre regole e consigli per instaurare quel
clima positivo che assicura una crescita serena e la
felicità di tutti, usando metafore calcistiche, vede la famiglia come una squadra
che pratica il gioco a zona, ovvero assegna a ciascuno il proprio
ruolo preciso e definito. Non mancano neanche gli stratagemmi per risolvere i conflitti,
e i suggerimenti su come usare il
tempo di qualità per i piccoli (e per i grandi!), e
sull'importanza del giusto equilibrio tra briglia sciolta e briglia
stretta. Per i piccoli non mancano poi nemmeno sagaci consigli
su come prendere i grandi per il giusto verso.
Non
possiamo non parlare della biografia di un personaggio che
ha segnato in modo notevole l'immaginario collettivo negli
ultimi anni. Sto parlando di Steve Jobs, la cui biografia
ufficiale esce in questi giorni, curata da Walter Isaacson
e pubblicata in Italia da Mondadori. Il libro si
basa su più di quaranta interviste con Steve Jobs in
oltre due anni, e su più di cento con i suoi familiari,
amici, rivali e colleghi. In questo modo
Isaacson riesce a cogliere tutte le sfaccettature
dell'uomo che è riuscito a rivoluzionare settori
dell'economia diversi come computer, cinema
d'animazione, musica, telefonia, tablet ed editoria
digitale. Grazie alla combinazione tra creatività e
tecnologia, Jobs ha creato molto più di un'azienda: è
diventato egli stesso un'icona. Jobs, tra l'altro,
non ha chiesto nessun controllo sul testo né ha preteso
di leggerlo prima della pubblicazione, lasciando che
Isaacson potesse raccogliere informazioni sul suo conto e
organizzarle come voleva. Anzi ha incoraggiato conoscenti,
familiari, e perfino concorrenti ad esprimersi con la
massima franchezza. Ovviamente, lui nelle interviste fa lo
stesso con loro. Ne esce un volume capace di farci
entrare direttamente nella testa del techno-guru, com
preziose lezioni su 'innovazione, carattere,
leadership evalori.
A
prima vista, Ozzy Osbourne non è esattamente la persona
più indicata a cui chiedere consigli. Se non, come
ammette lui stesso, su come morire o andare in galera.
Osbourne è noto per essere un personaggio fuori dalle
righe, capace, per dirne una, di prendere a morsi un
pipistrello in scena. Eppure l'ex leader dei Black Sabbath,
proprio per la sue esperienze, diciamo così, variegate,
si rivela sagace e acuto consigliere.
Tiene una rubrica settimanale sul Sunday Times, ripresa
negli Stati Uniti su "Rolling Stone". Proprio da
questa rubrica sono tratti gli articoli raccolti nel
volume che vi presentiamo oggi, "Chiedilo al Dr.
Ozzy", pubblicato a Arcana. Sono moltissimi i
lettori che gli scrivono, da ogni parte del mondo, compresi alcuni italiani, che
sono stati inclusi nella versione del libro diffusa nel
nostro paese. Osbourne risponde da suo pari, con uno stile
intelligentemente paradossale. E confessa che anche se lui
è lui e non, come la chiama, Oprah
Fottuta Winfrey, la parte del Dr. Ozzy gli piace da
morire. Probabilmente è convinto anche lui che, alla
fine, i lettori non prenderanno i suoi consigli troppo sul
serio.
18 OTT 11 -
Francesca Lenzi, "Zombi! - George A. Romero e
il cinema dei morti viventi", Profondo Rosso Acquista
su Amazon.it
Lo
zombie è una delle figure più interessanti del panorama
horror. L'idea che un corpo morto possa tornare a
camminare ed agire in mezzo ai vivi ha sempre intrigato
gli artisti, in particolare i cineasti, dal momento
che l'aspetto di uno zombie può già creare da solo
l'effetto spavento. Proprio di questa figura nel cinema si
parla nel volume di oggi, "Zombie - George Romero e
il cinema dei morti viventi." di Francesca Lenzi,
edito da Profondo Rosso, casa editrice specializzata nei
saggi sul cinema di Serie B. Il filone zombie nasce
con il cinema horror, ma ovviamente è George Romero colui
che lo rende popolare con film come "La notte dei
morti viventi", del 1968 e "Zombi", del
1978. Nella prefazione, si afferma che "Gli zombi di Romero siamo noi stessi che risorgiamo dalla tomba spinta dalla brama di uccidere, senza cattiveria ma perché è la nostra sorte. La lotta contro gli zombi è destinata alla sconfitta, perché è come scontrarsi contro una visione orribile di noi
stessi”. Francesca Lenzi affronta il tema del cinema Di
Romero con rigore filologico, inquadrando il regista come un pilastro dell’horror internazionale, un innovatore del genere, un creatore di nuove mode e miti giovanili.
Si parte dall' origine ed evoluzione degli zombi, passando
per i film di Romero, e analizzando poi i remake contemporanei,
senza tralasciare nemmeno le parodie come "La notte
dei morti dementi" di Edward Wright. Tutti i film sono corredati da sinossi, commento, schede analitiche, illustrati da foto di scena e disegni originali dell’autrice.
Dopo
un lungo periodo di malattia, Francesco Nuti ha sentito la
necessità di tornare a parlare al proprio pubblico. Lo fa
con il volume che vi presentiamo oggi, "Sono un bravo
ragazzo", la sua autobiografia, edita da Rizzoli. Un
l ibro che nasce da una serie di appunti che Nuti ha
buttato giù negli anni in cui è stato lontano dai
riflettori, e riorganizzati con l'aiuto del fratello
Giovanni. Riviviamo così gli anni dei Giancattivi, con
Alessandro Benvenuti e Athina Cenci, poi quelli da
solista, per così dire, in cui arrivò a fare concorrenza
a un mito del cinema italiano, Massimo Troisi. Senza
contare anche l'esperienza da cantante, con ben due
festival di Sanremo all'attivo e una canzone "Sarà
per te" cantata anche da Mina. Una carriera
sfolgorante, incrinata con il passare del tempo da una
sorta di male oscuro. Alcuni film, come
"Occhiopinocchio", che non hanno avuto al
botteghino il successo dei tempi d'oro, forse anche una
situazione personalissima su cui sarebbe indiscreto
indagare, che ha portato Nuti alla depressione e
all'alcol, ma anche, a quanto pare, a una sorta di
rinascita, che inizia proprio con queste pagine, e la
mostra a lui dedicata inagurata di recente.
05 OTT 11 -
Moreno Burattini, Graziano Romani, "Guido
Nolitta", Coniglio Edizioni Acquista
su Amazon.it
Non
possiamo fare a meno di ricordare un grande del fumetto
italiano, Sergio Bonelli, scomparso nei giorni scorsi a 79
anni. Lo facciamo con un libro che ce lo racconta, proprio
nella sua veste di autore e sceneggiatore, in cui usava lo
pseudonimo di Guido Nolitta. Il volume si intitola proprio
"Guido Nolitta", è curato da Moreno Burattini e
Graziano Romani, ed è pubblicato da Coniglio Editore
nella collana "Lezioni di fumetto". Partendo
dall'esperienza del padre, Gian Luigi Bonelli, creatore di
Tex, Nolitta inventa dapprima Zagor, sorta di miscuglio
tra Tarzan ed un eroe del West, poi, quasi un decennio e
mezzo dopo, arriva Mister No, molto diverso da Zagor, un
antieroe sempre alle prese con un sacco di guai e con i
debiti alle costole. Entrambi dureranno per molti anni in
edicola, e consacreranno Nolitta o Bonelli che dir si
voglia come uno degli autori più importanti del fumetto
Made in Italy. Ma non si può dimenticare nemmeno il suo
ruolo di editore. Sotto la sua gestione la Sergio Bonelli
diventa praticamente sinonimo di fumetto, punto di
riferimento per tutti coloro che nel nostro paese
gravitano nell'ambiente delle nuvole parlanti.
Una ghiotta occasione per coloro che amano il fumetto e
in particolare Lupo Alberto, lo strampalato esemplare dal
pelo azzurrino creato dalla matita di Silver. Mondadori
pubblica infatti un volume, intitolato "Lupo Alberto
- Le radici" che contiene tutte le strisce prodotte
finora. Un'edizione cronologica e integrale di tutte le
storie a cura dell'autore. Si parte dalla prima
avventura, pubblicata nel Corriere dei Ragazzi nell'ormai
lontanissimo 1974,
quando la serie si intitolava "La Fattoria Mckenzie".
Silver l'aveva creata per raccontare le avventure corali
del gruppo di animali che vivevano nello strano ranch. Ma ben presto Lupo Alberto si
impose come personaggio centrale, tanto da indurre il
disegnatore a cambiare anche il titolo. Senza contare
che nel corso del tempo è cambiato anche l'aspetto dei
personaggi, dal fisico cosiddetto "peroide",
ovvero a pera, a quello più umano delle strisce
successive. Insomma, per gli appassionati si tratterà di
un vero e proprio viaggio nel tempo. E qualcuno magari
troverà anche qualche storia che si era perso.
Bob
Dylan è sicuramente uno dei personaggi più interessanti
e complessi della musica contemporanea. Ogni sua biografia
ci aiuta a comprendere quantomeno un tassello della sua
personalità. Giunge quindi a pennello questo volume di
Greil Marcus, intitolato semplicemente Bob Dylan ed edito
da Odoya. Si tratta di una raccolta di scritti che copre
dalla metà degli anni 60 alla notte delle elezioni
americane del 2008. Greil Marcus, celebre in tutto il mondo per
i suoi" Mystery Train","Tracce di
rossetto" e "The Old","Weird
America", ha seguito il lavoro e la vita di Bob Dylan
con l'intensità di un fan e la perseveranza di un
detective. Del resto, si tratta di un autore abituato a
collocare la musica in un contesto più ampio,
collegandola alle condizioni storiche e sociali del
periodo in cui viene creata. Alle indagini
sulle storie ingarbugliate della vecchia musica americana
si alternano in questa godibilissima narrazione stringati
commenti - venticinque, cinquanta parole su dischi, libri,
concerti, pubblicità radiofoniche. Il tutto preceduto da
una prefazione dello scrittore e critico musicale Riccardo
Bertoncelli, grande appassionato di rock ed estimatore
della musica di Dylan,.
14 SET 11 - "Lezioni di fumetto - Silvia Ziche", a cura di Laura Scarpa e Andrea Leggeri, Coniglio Editore. Acquista
su Amazon.it
Chi segue con una certa attenzione gli albi a fumetti di Topolino sicuramente conoscerà Silvia Ziche, autrice di testi e disegni di alcune delle storie più interessanti uscite negli ultimi anni. Parla proprio di lei l'undicesimo volume della collana "Lezioni di Fumetto" pubblicato da Coniglio Editore. La collana presenta corpose interviste in cui i grandi autori del fumetto italiano e internazionale si raccontano, parlando della loro storia e descrivondo il loro metodo di lavoro. Nel volume curato da Laura Scarpa e Andrea Leggeri, corredato da molte illustrazioni a colori Silvia Ziche ripercorre la sua carriera di fumettista, anche oltre Topolino. La Ziche infatti ha creato pure il personaggio di Alice e più recentemente quello di Lucrezia, pubblicata sul settimanale "Donna Moderna" ed in volumi editi da Lizard-Rizzoli. Non manca ovviamente un accenno a come sono nate grandi storie come "Il Papero del mistero", una delle storie più lunghe mai pubblicate su Topolino, che prende di mira gli stereotipi delle telenovelas.
01 GIU 11 -
Antonio Albanese - Piero Guerrera, "Chiu pilu pe'
tutti - I comizi di Cetto La Qualunque",
Einaudi Acquista
su Amazon.it
Oggi
segnaliamo un volume assolutamente da non perdere per chi
ama Antonio Albanese e in particolare il personaggio di
Cetto La Qualunque, recentemente protagonista nel film
"Qualunquemente". si tratta di
"Cchiù pilu pe' tutti - I comizi di Cetto La
Qualunque", firmato dallo stesso Albanese e
da Piero Guerrera e pubblicato da Einaudi nella collana
Stile libero extra. Cetto La Qualunque rappresenta
comicamente il peggio del nostro paese, concentrando su di
sè tutti i difetti degli italiani. Il personaggio è
apparso per la prima volta sugli schermi della Rai nel
2003 all'interno di Non c'è problema , ma il
grande successo lo ha ottenuto quando Antonio Albanese ha
collaborato con la Gialappa's Band in Mai dire Domenica.
Nel 2007 è ospite fisso di Che tempo che fa . Il
personaggio è il protagonista del recente film Qualunquemente
. Il volume comprende un florilegio della campagna
elettorale di La Qualunque, con il meglio (e il peggio)
pronunciato dal personaggio nelle piazze italiane e
catodiche: ad inframmezzare la raccolta di comizi, alcune
parentesi, con una raccolta di poesie. Anche se
indubbiamente rende
meglio sullo schermo, il personaggio di Cetto ha una sua
forza anche sulla pagina.
Per noi
che amiamo i cartoni giapponesi, il libro che vi
presentiamo oggi è un vero e proprio tuffo nella cultura
del paese che li ha prodotti. Si tratta di "Scrittura
giapponese", di Susanna Marino, pubblicato da
Zanichelli nella collana "Lingua in
pratica". Il libro si presenta come un manuale
utile sia per il principiante che per chi sta già
imparando la lingua. Si trovano infatti regole e
informazioni pratiche per imparare come scrivere
correttamente i kanji e gli alfabeti sillabici hiragana e
katakana. Veniamo condotti per mano fino a
comprendere le caratteristiche della pronuncia e l'arte
della calligrafia. L'aspetto più interessante è che
ci sono anche degli esercizi, per verificare
l'apprendimento. Non mancano una panoramica del complesso sistema di
scrittura giapponese, ed una breve storia
dell’evoluzione della scrittura. Un volume insomma
che può ottimamente servire
come introduzione alla lingua e come manuale di consultazione.
E a saperne un po' di più della cultura del paese dove
nascono gli anime. E finalmente riusciremo a capire almeno
in parte quelle scritte misteriose e un po' aliene che
compaiono spesso qua e là, e che finora non avevamo idea
di cosa diamine volessero diure.
Per
chi ama le autobiografie, oggi ne presentiamo una molto
particolare. Si tratta di quella di Jerry Lewis,
intitolata "Dean & Me - Una storia
d'amore", pubblicato da Sagoma Editore in una collana
in cui sono già apparsi volumi su Gene Wilder e Gilda
Radner.
Dean Martin e Jerry Lewis
sono senza sicuramente la più famosa coppia comica
americana. Si può dire che tra loro c'è stata una
vera e propria d'amore con annessi e connessi, gelosia
compresa. Lewis racconta l'incontro casuale di un italiano
dell'Ohio (Dino Crocetti, alias Dean Martin) e un ebreo
del New Jersey, ovvero lui stesso. Ci sono poi i
retroscena del sodalizio, ivi compresa la passione per
l'alcool, le amicizie con i mafiosi, ma anche l'ascesa del
duo e poi la battaglia mediatica tra Martin e Lewis
seguita all'inevitabile usura del rapporto. Ma nel testo
c'è anche molto altro: in particolare una lucidissima
analisi di Lewis sul
perchè del loro successo. La comicità del duo era molto
semplice, diretta. Le risate che provocava erano un modo
molto efficace per gli americani per esorcizzare il clima
degli Stato Uniti dell'epoca, sospeso tra guerra fredda e
maccartismo. Oltre a questo, aggiunge Lewis, è probabile
che gli spettatori percepissero il feeling con Martin. Il libro è arricchito da una prefazione di Gary Lewis,
figlio di Jerry, e
da una postfazione del figlio di Dean Martin.
10 MAG 11 -
Aldo Grasso, "Prima Lezione sulla Televisione",
Laterza Acquista
su Amazon.it
La
storia della televisione è di per sè un argomento
curioso. Se poi a scriverne è uno specialista, che se ne
occupa da decenni, allora la lettura è decisamente da non
perdere. E' il caso del volume di cui parliamo oggi, Prima
lezione sulla televisione, di Aldo Grasso, pubblicato da
Laterza. Grasso, insegnante universitario della
materia alla cattolica di Milano, inizia la sua
narrazione dal lontano 1939, quando la Rca, proprietaria
del network radiofonico Nbc, presenta il mezzo tv
all'Esposizione Nazionale di New York, che viene
inaugurato con la ripresa video di un discorso del
presidente Roosevelt. Da qui inizia il racconto di come la
tv sia entrata nelle nostre vite. In particolare, per
l'Italia, di come abbia funzionato da collante linguistico,
a cominciare dalle mitiche trasmissioni del maestro Manzi,
arrivando là dove la scuola non poteva arrivare. Si parla
poi dei diversi generi televisivi, come le serie, lo sport
l'informazione e ovviamente i reality show. . Al
termine del libro una
ricca bibliografia per approfondire i temi trattati.
03 MAG
11 - Adriano Carnevali, Il mondo dei Ronfi,
Stuwwelpeter Acquista
su Amazon.it
Nati
nel 1981 sul "Corriere dei Piccoli" dalla mente di Adriano Carnevali,
milanese classe 1948, i Ronfi
hanno come caratteristica quella di essere pigri, dotati
di grande senso di humor e di una passione non
indifferente per l'ecologia. Dal 2007, i personaggi
compaiono sulle testate di una casa editrice specializzata
in enigmistica. Adesso trenta delle loro storie migliori sono state
pubblicate nel volume di grande formato "Il
mondo dei Ronfi", pubblicato da (Struwwelpeter,,
con prefazione di Grazia Nidasio ed introduzione di Luca
Raffaelli.
Le storie sono suiddivise in sezioni, da "Non c'è
peggior Ronfo di chi non vuol dormire" a "Una
ronfata non fa primavera", da "Ogni stagione ha
i suoi Ronfi" a "Ronfando si impara!", fino
a "Ronfa bene chi ronfa ultimo!": ogni sezione
comprende in coda anche alcune strisce inedite. Chiudono il volume una breve storiografia curata da Andrea
Leggeri (corredate da alcune copertine a tema di
"Corriere" e "Giocolandia"), le prime
tre storiche avventure dei Ronfi tratte dai numeri
28-29-30 del "Corriere dei Piccoli" del 1981, e
la ristampa di alcuni inserti speciali di quel
settimanale, come il "Gioco dei Ronfi" e
"Costruisci il tuo Ronfo animato". Insomma, un
libro che ci fa riscoprire un fumetto che per molti di noi
è un ricordo d'infanzia.
Rifare
l'ultima scena di "Amici miei", quella del
funerale del Perozzi. E' questa l'idea alla base del
libro che vi presentiamo oggi, L'ultima zingarata, a cura
di Francesco Conforti, pubblicato da Giunti.
Nell'originale, il Perozzi, giornalista della
"Nazione" interpretato da Philippe Noiret, viene
accompagnato alla sua ultima dimora da poche decine di
persone. A distanza di trentacinque anni, il produttore
Francesco Conforti e i registi Federico Micali e Yuri
Parrettini hanno voluto girare di nuovo quel finale.
Questa volta, però, il feretro del Perozzi sarà seguito
da una vera e propria folla, con tanto di banda e
majorettes . Un tributo della città di Firenze ad un film
che ne incarna tutto lo spirito, e forse anche un po' una
polemica a distanza con il film in costume che ha tentato
una ripresa del filone, ma che ai fiorentini sembra
proprio non essere piaciuto. Alla zingarata di Conforti e
soci ha partecipato anche il regista del primo film, il
compianto Mario Monicelli, con il quale è stata
realizzata un'intervista, e che ai partecipanti al nuovo
funerale ha lasciato un audio-messaggio. Nel filmato,
anche un cammeo di Gastone Moschin.
Bisogna
sempre stare attenti a prendersi gioco del prossimo,
specialmente quando questo prossimo è uno gnomo un po'
permaloso. E' quello che succede nel libro che vi presento
oggi, una volta tanto non un volume nuovo ma un classico
della letteratura per l'infanzia da cui è stata tratta
anche una serie a cartoni animati. Parliamo del Viaggio
meraviglioso di Nils Holgersson, di Selma Lagerlöf,
autrice di libri per bambini che ricevette il premio Nobel
per la letteratura nel 1909. Nils si fa beffe della
statura dello gnomo, e la creatura, grazie ad un
incantesimo, lo riduce alle dimensioni di un topo. Non
tutto il male viene per nuocere. Grazie a questa che può
sembrare una disavventura, Nils vivrà situazioni che con
una statura normale si possono solo immaginare, volando su
tutta la Svezia sul dorso di un'oca selvatica,
imparando anche il valore dell'amicizia, della
compassione e della solidarietà. Con la riduzione delle
dimensioni, infatti, Nils acquisisce la capacità di
comprendere il linguaggio degli animali. Alla fine
dimostrerà di aver imparato ad amare gli animali quando
salva l'oca Mårten, destinata a finire in padella. Lo
gnomo a questo punto gli restituisce le sue dimensioni
normali
Per
chi ha amato Cinico Tv, la serie più estrema e
corrosiva, della televisione italiana: il ritorno
dell'indimenticata, il volume che presentiamo oggi
rappresenta un'ottima notizia. Cinico Tv andò in
onda su Rai Tre, per poi ricomparire in spezzoni nelle
trasmissioni Blob e Fuori Orario. Le Edizioni Cineteca di Bologna ripropongono
adesso l'intera serie creata da Daniele Ciprì e Franco
Maresco in due ‘volumi’: il primo dvd, è uscito
lo scorso 31
marzo 2011, e contiene i filmati dal 1989 al 1992.
Per il secondo, che comprende quelli dal 1993 al 1996,
bisognerà invece attendere la fine dell'anno. Secondo
la definizione del papà di Blob Enrico Ghezzi, quello di
Ciprì e Maresco è uno sguardo abissale sulla società
italiana.
Nel libro: un’introduzione di Enrico Ghezzi,
conversazioni con Daniele Ciprì e Franco Maresco, uno
‘storico’ testo di Alberto Farassino, interviste
originali a Anna Manzo, Angelo Guglielmi e Goffredo Fofi,
testimonianze di compagni di strada di Cinico Tv (Giuseppe
Lo Bianco, Marcello Benfante, Silio Bozzi, Mario Bellone),
un contributo di Emiliano Morreale, antologia critica e
dizionario dei personaggi. Il dvd ripropone una selezione degli episodi più
memorabili, alcuni dei quali inediti. Nei contenuti extra,
inoltre, sono presenti diverse testimonianze di artisti e
uomini di cultura che hanno fatto di Cinico TV il
loro programma di culto, tra cui Piero Chiambretti e Bruno
Voglino.
I
supereroi dei fumetti e dei cartoni agiscono spesso in una
megalopoli che somiglia molto a New York, ma che spesso
viene ribattezzata con i nomi più curiosi. Proprio di
questo si parla nel volume di oggi, Grattacieli e
superuomini, di Federico Pagello, edito dal Le Mani -
Microart's. La
Metropolis di Superman, la Gotham City di Batman, la New
York dì Spider-Man e la Megacity di Matrix vengono
utilizzate dai registi di film di successo principalmente
come suggestive scenografie, ma gli autori dei personaggi
originali le utilizzano soprattutto come specchio di un
paese come l'America. Oltre
gli effetti speciali scopriamo così
le contraddizioni sociali, culturali e politiche di un
paese in profonda crisi. Questo
libro fa un bilancio di trent'anni di supereroi di
celluloide, mettendoli in relazione con la storia del
fumetto e del cinema statunitensi. L'analisi della
rappresentazione della metropoli nei film dedicati a
Superman, Batman, i Fantastici Quattro, gli X-Men o
Daredevil diviene così il punto di partenza per un'analisi
delle utopie e delle ideologie al centro della cultura pop
attraverso il tempo. Dal New Deal alla guerra fredda,
dalla contestazione degli anni Sessanta alla crisi urbana
dei Settanta, parendo dall'America di Reagan per arrivare
a quella di Obama. Si dimostra come i supereroi e le loro
città fantastiche non abbiano mai smesso di modellarsi
secondo i sogni e gli incubi di un'intera nazione.
Adesso
il suo mito è probabilmente un po' in declino, ma per
intere generazioni di ragazzine Barbie è stata
"la" bambola per eccellenza. Proprio di lei si
parla nel libro che vi presentiamo oggi, Barbie, i
mille volti un mito, di Marco Tosa, pubblicato da
Mondadori. Il volume ripercorre la storia del
mito-Barbie dall'anno di
nascita, il 1959 ad oggi. La sua vita molto movimentata
emerge attraverso una serie di capitoli tematici, come ad
esempio Barbie e la moda, Barbie e il femminismo, ecc..
Insomma, non una semplice serie di immagini tipo catalogo
ma una vera e propria indagine di taglio sociologico su
quello che non è certo un semplice giocattolo. Peraltro,
il testo è molto ben scritto, e ci troveremo molte
splendide fotografie a colori.Assolutamente consigliato
agli amanti del genere ma anche a chi è semplicemente
curioso di conoscere più da vicino le origini e
l'evoluzione della bambola più amata nel mondo.
Il doppiaggio è uno degli aspetti
del cinema e della televisione che di solito viene notato
di meno dagli spettatori. Sono pochi i doppiatori
conosciuti al grande pubblico. E di solito si pensa che
vengano doppiati solo i film stranieri. In realtà succede
anche per le pellicole italiane, come documenta il volume
di cui parliamo oggi, Il doppiaggio nel cinema italiano,
pubblicato da Bulzoni e curato da Enrico Lancia, Massimo
Giraldi e Fabio Melelli. Pochi sanno per esempio che anche
mostri sacri come Marcello Mastroianni e Vittorio Gassman
vennero doppiati da altri all'inizio della loro carriera.
Il libro ripercorre la storia del doppiaggio nel cinema italiano in ordine cronologico, dalle origini
, vale a dire dal 1930 circa, passando poi alle pellicole neorealiste come “Roma città aperta”, dai melò degli anni Cinquanta ai western dei Sessanta, dal poliziesco e la commedia erotica degli anni Settanta fino agli anni Ottanta, quando la presa diretta
ridurrà in modo drastico il doppiaggio nei film italiani.La seconda parte comprende numerose curiosità, elencando chi doppiava diversi popolari cantanti, sportivi attori, i protagonisti del genere peplum, quelli degli spaghetti western, gli attori di commedie e melodrammi.
Una curiosità particolare riguarda i cosiddetti
"musicarelli", ovvero i film che servivano più
che altro a pubblicizzare canzoni. Pochi sono al corrente
per esempio che Al Bano, Little Tony e Bobby Solo
parlarono con una stessa voce, quella di Massimo Turci, in
una ventina di film.
Chi di noi non ha mai pasticciato con una videocamera o
simili, immaginandosi regista? Penso che prima o poi a
tutti sia capitata un'esperienza del genere. Per chi vuole
approfondire il tema può essere molto utile il libro che
vi presento oggi, dal titolo Come girare
documentari. Il manuale per realizzare un vero
documentario, scritto da Kevin Lindenmuth e pubblicato
da il Castello. Si tratta di un manuale che
vi insegnerà, partendo dalle basi, a realizzare un
documentario, iniziando dalla scelta del tema da trattare,
passando poi alle ricerche per approfondire l'argomento e
allo stile da adottare, senza dimenticare gli aspetti
organizzativi della produzione e dando anche suggerimenti
su come ottenere una distribuzione verso il grande
pubblico. Imparate
tutti i fondamenti: l'attrezzatura di base che vi occorre
per filmare o montare le immagini, il processo
giornalistico adatto a identificare e scegliere chi
intervistare, le tecniche di illuminazione e di ripresa, i
tipi di montaggio e di effetti da utilizzare per ottenere
il massimo risultato. Insomma, scoprirete che con la
vostra videocamera si può fare ben più delle riprese
alle feste di compleanno...
Non potevamo mancare di segnalare
un nuovo libro di un personaggio che ha molto a che fare
con la televisione. Si tratta di Carlo Lucarelli,
che ha pubblicato con Einaudi "I veleni del
crimine - Storie di mafia, malapolitica e scheletri negli
armadi che intossicano l'Italia" . Si tratta di
un volume in cui Lucarelli si addentra nelle zone
d'ombra della storia e dell'attualità italiana, narrando
le storie più ombrose e i casi più
emblematici raccontati nella fortunata tramissione
televisiva di Rai 3 "Blu Notte - Misteri
italiani". Si parla di stragi insabbiate, P2,
Tangentopoli, le infiltrazioni mafiose nella politica, ma
anche dell'amianto che uccide e dellla tragica morte di
Ilaria Alpi. Insomma, di molte verità scomode sulla
storia recente del nostro paese. Lucarelli riapre
gli «archivi della vergogna» - riportando alla luce gli
eccidi dimenticati, dalla Seconda guerra mondiale agli
anni della Guerra Fredda -, racconta la rete di poteri
sommersi riconducibile alla P2, in un incastro di storie.
Ritorna al 1992, vale a dire l'anno dell'apertura delle
prime inchieste di Mani Pulite, per analizzare le
conseguenze sociali e politiche di Tangentopoli - «la
storia di una rivoluzione -scrive- e come tutte le
rivoluzioni ha i suoi eroi e le sue vittime, i suoi morti,
le sue contraddizioni e i suoi tradimenti, e anche,
naturalmente, i suoi misteri».
Fin
dalla nascita della televisione in Italia, nei primi anni
cinquanta, i giornali sentirono la necessità di guidare i
loro lettori nella scelta dei programmi. Nasce così un
nuovo genere di giornalismo, la critica televisiva. Per
gli appassionati del genere, la fondazione Corriere della
Sera pubblica un volume di una certa importanza, dal
titolo “L’Italia alla TV – La
critica televisiva nelle pagine del Corriere della Sera”
, curato da Aldo Grasso
ed appartenente alla collana “Il Corriere racconta”
diretta da Angelo Varni e realizzata in collaborazione con
la casa editrice Rizzoli. Il Corriere fu un
quotidiano pioniere della critica televisiva. Il racconto
inizia infatti con “Il Musichiere”
e giunge a “Quelli della notte” e alla tragedia di
Vermicino, passando per “Portobello”, la morte di
Luigi Tenco, il nozionismo dei quiz televisivi, il “Commissario
Maigret”, Carosello e “Dallas”: un viaggio che va
dall 1954,
anno di nascita della televisione italiana, al 1988,
tramite le voci dei critici televisivi del quotidiano, che
Grasso accosta tra loro: ritroviamo articoli di Giuliano
Gramigna, Giovanni Guareschi, ma anche di Indro Montanelli, Dino Buzzati, Luca
Goldoni e Enzo Biagi. A mo' di contorno, troviamo fotografie
originali e illustrazioni di copertina
e di quarta di copertina della gloriosa “Domenica del Corriere”,
così come del “Corriere dei Piccoli” e di altri periodici dell’epoca.
Ci rendiamo conto così di come anche in tempi non
sospetti la televisione fosse un mezzo controverso e allo
stesso tempo affascinante per chi studiava la
comunicazione in tutte le sue forme. E' anche un modo per
rivivere l'evoluzione della Tv nel nostro paese.
Dietro
a un film c'è sempre molto di più di quanto si crede.
Una storia molto è interessante in proposito è quella
raccontata nel libro che vi propongo oggi, Mostro,
vivere e sopravvivere ad Hollywood, di John G. Dunne,
pubblicato da Il Saggiatore. Nel
1988 a John e a sua moglie, la scrittrice
Joan Didion, viene proposto di realizzare un copione
ispirato alla vita dell'anchorwoman Jessica Savitch.
Nell'arco di otto anni, la sceneggiatura verrà riscritta
la bellezza di ventisette volte, fino a diventare il film Qualcosa di
personale, con Robert Redford e
Michelle Pfeiffer. Nel mezzo, una storia infinita fatta di
scontri verbali e scritti, anche violenti, con coloro che
il film dovevano realizzarlo. Esce fuori il mostro del
titolo, ovvero il denaro, vera e propria ossessione di
tutti coloro che si muovono nell'ambiente cinematografico,
e ne fiacca la creatività, costringendoli a realizzare
prodotti che siano i più banali possibile per portare al
cinema il più alto numero di spettatori. Il libro
racconta senza reticenze riunioni, tensioni, trattative, fieri
contrasti e cedimenti in cambio di somme cospicue. Il
risultato: la realizzazione di un film che finirà per
incassare in tutto il mondo più di
cento milioni di dollari. Con humour, Dunne racconta
efficacemente il retroscena hollywodiano, stilando un vero
e proprio manuale di sopravvivenza.
E' inevitabile parlare spesso di Walt Disney, dal momento che è uno dei padri dei cartoni animati, e su di lui ovviamente escono libri a raffica. Il volume di cui parliamo oggi è curato da Ginha Nader, si intitola per l'appunto Storia della Disney, ed è pubblicato da Odoya. Si parla più che altro dell'azienda, anzi del colosso multimediale che porta il suo nome, dalle origini, con i primi personaggi come il coniglio Oswald e il ben più noto Topolino. Poi i primi lungometraggi, Biancaneve, nel 1937, e Pinocchio e Fantasia, del 1940. Insieme al fratello Roy, Disney getta le fondamenta di quello che diventerà un impero prima negli states poi anche in Europa, con la creazione dei parchi di divertimento, Disneyland ed Eurodisney. Si parla anche della filosofia di vita della Disney, che si incarna perfino in una università aziendale improntata a Qualità ed eccellenza, precisione e determinazione, efficienza e cordialità... "a tutti i costi".
Esiste un film per ogni stato d'animo. Chi ama piangere con Via col Vento, chi invece si esalta con Rocky o Schwarzenegger. Per coloro che non hanno idea di quale può essere il film che li rispecchia di più, capita come il cacio sui maccheroni il libro di Emanuela Martini, "Che cosa guardo stasera", pubblicato da Il Castoro. Si tratta di una guida un po' particolare, in cui i film non sono organizzati in ordine alfabetico, ma per argomenti, o per essere precisi, per stati d'animo. Una vera e propria guida insomma alle pellicole del cuore. Nell'introduzione l'autrice parla anche di una vera propria "film therapy", terapia a mezzo celluloide per umani bisognosi dell'emozione giusta. Fa anche alcuni esempi pratici: se vostra sorella è un’arpia, consolatevi con le sorelle Bette Davis e Joan Crawford in Che fine ha fatto Baby Jane?; se non riuscite a trovare un lavoro decente, potreste sentirvi solidali con i ragazzi del call center di Tutta la vita davanti; o se pensate che il nostro clima sia degenerato, controllate le previsioni meteo (piovose) per il 2019 di Blade Runner.
L'horror ormai da molto tempo è uno dei generi cinematografici preferiti. Oggi vi presento allora un volume che davvero non può mancare nella biblioteca di un appassionato. Si tratta di Horror in cento film, realizzato da Renato Venturelli e pubblicato da Le Mani-Microarts. Venturelli, genovese, laureato in lettere, si è occupato per qualche tempo di poesia italiana del Novecento, per poi passare a scrivere di cinema. Dal 1982 è critico cinematografico su “Il Lavoro”, dall’inizio degli anni Novanta è collaboratore di “La Repubblica” e del Televenerdì. Ha scritto guide anche sui film polizieschi In questo testo realizza una sorta di bignamino dei film "de paura" in cui si parte da classici come il Gabinetto del dottor Caligari, per toccare tutti i capisaldi del genere: Dracula, Frankenstein, Freaks, fino alle ultime tendenze dello splatter, del pulp e dell'horror giapponese. Tra l'altro, questa edizione è completamente rivista, e con una nuova introduzione. Senz'altro un testo da tenere vicino al televisore. Renato Venturelli, Horror in cento film, Le mani-Microarts.
I mezzibusti sono sicuramente tra le figure più importanti della televisione. E lo stesso telegiornale, in Italia come nel resto del mondo, ha una storia estremamente interessante. Proprio di questo parla il libro che vi presento oggi, l'avventurosa storia del Tg in Italia, edito da Rizzoli. Si parte ovviamente dagli ingessatissimi notiziari Rai, con la lettura compassata del grande Riccardo Paladini, e la prima edizione che ovviamente narrò soprattutto dell'avvio ufficiale delle trasmissioni Tv in Italia. Avanti così fino agli anni 70, a fare da cassa di risonanza al governo. Poi fu il momento dei partiti, che dettavano le linee politiche delle diverse testate. Negli anni '80, poi, esplodono le tv estere e poi quelle private, con l'arrivo prima di Telemontecarlo e poi delle reti Fininvest, che rimarranno politicamente neutre fino alla discesa in campo di Silvio Berlusconi.
Oggi parliamo di fumetti, e in particolare di quelli della Marvel. Cosa succederebbe se alcuni supereroi venissero infettati da un virus alieno che li trasforma in zombies affamati di carne umana? E' esattamente quello che succede in Marvel Zombies, una miniserie che la Marvel ha pubblicato negli Stati Uniti nel 2005 e adesso viene proposta dalla Panini in un volume della collana 100%. Scritta da Robert Kirkman e disegnata da Sean Phillips con l'ausilio di Arthur Suydam per la realizzazione delle copertine, la serie è ambientata in una versione alternativa dell'Universo Marvel, per l'esattezza sulla Terra-2149. Questi super-mortiviventi, come in un film di Romero, hanno sterminato l'intera razza umana, e adesso sono in cerca di altra carne fresca. Il bello è che, essendo già morti, è molto molto difficile farli fuori. A loro si oppone un piccolo gruppo di eroi scampati al contagio, guidati da un eroe sui generis, Magneto, che in genere interpreta la parte di cattivo. Stavolta invece si unisce ad alcuni suoi avversari per impedire che il virus si diffonda negli altri universi.
Parliamo oggi di un mito del cinema, Marylin Monroe. E' uscito in questi giorni da Feltrinelli "Fragments", una raccolta di poesie, appunti e lettere. Si tratta di testi completamente inediti scritti tra il 1943 e il 1962, che ci rivelano il mondo interiore di quella che è stata una delle più grandi stelle del firmamento cinematografico. Ne dobbiamo il ritrovamento ad Anna Strasberg, vedova dell'attore e regista
teatrale Lee Strasberg alla cui morte di Marilyn nel 1962, furono lasciati i beni personali della star, inclusi fotografie e documenti di ogni genere. Ebbene, grazie a questi documenti scopriamo quella che si può definire a buon diritto l'altra faccia della medaglia. Una Marilyn finora mai vista, perchè Hollywood la voleva far apparire soltanto come un’oca bionda, e non c'era spazio per questa Marilyn malinconica, colta e curiosa, con un forte desiderio di capire gli altri, il mondo, il destino e se stessa. Del resto, la Monroe era molto interessata alla letteratura. Nella sua biblioteca, composta da oltre quattrocento volumi, si trovano classici ome Milton, Dostoevskij e Whitman agli autori contemporanei, compresi Hemingway, Beckett e Kerouac.
Bucce di banana, torte in faccia, e chi più ne ha più ne metta. E' il modo più visivo e più schietto di far ridere. Proprio di questo tipo di azione scenica parla il volume che vi propongo oggi. Si tratta di GAG, guida alla comicità slapstick, curato da Angelo Moscariello e pubblicato da Audino Editore. Il tipo di scenette più legate alla comica tradizionale è in grande ripresa in questi ultimi anni. Basti pensare, per fare un esempio banale, ad Aldo, Giovanni e Giacomo, che per certi versi attualizzano grandi del passato come Stanlio e Ollio o Buster Keaton. Senza contare che Internet ci ha resi tutti un po' videomaker, e su You Tube spesso e volentieri si trovano gag amatoriali a discreti livelli. Ed è proprio per loro che questo testo di Moscariello, critico, docente e saggista di lunga esperienza, si pone come una guida, un repertorio storico delle “trovate” più esilaranti del cinema comico dalle origini fino al recente genere “demenziale”, smontando i meccanismi del funzionamento e della costruzione della gag con tanto di esempi celebri e consigli
operativi.
Della serie: forse non tutti sanno che. Di solito si ritiene che sia stato Walt Disney il primo a realizzare
lungometraggi a cartoni animati. Il volume di cui parliamo quest'oggi ci presenta invece qualcuno che li realizzò prima di lui. Il volume si intitola "L'uomo che anticipò Disney. Il cinema di animazione di Quirino Cristiani, scritto da Giannalberto Bendazzi e pubblicato da Tunuè. Cristiani, italiano emigrato in Argentina, realizzò un lungometraggio nel 1917, dunque molto prima del papà di Topolino. L'indole di Cristiani era assai diversa da quella di Papà Walt. Tanto Disney tendeva ad essere incline alla favola, tanto Cristiani tendeva alla parodia e alla satira, in un paese come l'Argentina, dalla storia tumultuosa ed effervescente. Tra l'altro, le sue opere sono quasi impossibili da trovare, perchè nel 1962 un incendio distrusse tutte le pellicole tranne "El Mono Relojero", "la scimmia orologiai", che rimane il solo film esistente. Sulla figura di Quirino Cristiani, Gabriele Zucchelli realizzò un breve documentario, che insieme al libro di cui abbiamo parlato oggi, è il modo più diretto per accostarsi
alla sua arte.
In questa puntata andiamo dietro le quinte dei cartoni animati con un testo che si intitola "Passo uno. L'immagine animata dal cinema al digitale", scritto da Giaime Alonge e Alessandro Amaducci. Il volume nasce da una serie di interventi dei due autori a un seminario sul cinema di animazione e non si tratta, come si potrebbe pensare, di una storia di questo genere, quanto piuttosto di una riflessione teorica. Ovvero, si proprone di smontare pezzo per pezzo l'arte di creare cartoni. Nella prima parte si parla dei grandi 'studios' americani, con il loro metodo di lavorazione industriale, partendo dai tempi del muto per arrivare fino all'oggi, dominato ovviamente dal digitale. La seconda parte parla invece di sperimentazione, dall'avanguardia storica alle ultime tendenze. I saggi che compaiono nel volume tengono anche conto di videoclip, videoarte, tecniche digitali e software che creano questa nuova dimensione dell’immagine.
Per scoprire poi che in definitiva tra i due settori ci sono sempre stati dei notevoli punti di contatto.
Che cosa significano *davvero* i cartoni animati? E' la domanda che si fa Luca Raffaelli nel volume che presentiamo oggi. Si tratta della nuova edizione di un testo risalente al 1994, e che ha avuto diverse edizioni anche all'estero. Raffaelli, uno dei massimi esperti di fumetti e cartoni e direttore artistico di festival, ci racconta tutti i misteri e le leggende sui cartoni animati più popolari come Braccio di Ferro, Bugs Bunny e Silvestro, ma anche Braccobaldo, i Simpson, South Park, senza dimenticare i giapponesi. Si scoprono così molti particolari curiosi. Ad esempio, pochi sanno che cartoni di Hanna e Barbera come "Gli antenati" e "I pronipoti" furono prodotti con dei budget bassissimi. Di conseguenza, furono realizzati con un numero di disegni molto più bassi del solito, ed è per quello che i personaggi spesso appaiono piatti, e muovono solo occhi e bocca quando parlano.
Un tipo certamente da non prendere sottogamba Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer. Interessante dunque senza dubbio la sua biografia, intitolata guarda caso "Altrimenti mi arrabbio" e pubblicata da Aliberti. Si tratta in pratica di un'autointervista ambientata sul bordo di una piscina. E non a caso, visto che si parte proprio dai trascorsi sportivi di Spencer come campione di nuoto dopo l'infanzia nei quartieri di Napoli. Il futuro attore è stato il primo italiano a infrangere il muro del minuto nei cento metri stile libero. Ma emergono anche altri aspetti della sua personalità. Ad esempio, pochi sanno che Spencer è plurilaureato, e che si è ritrovato nell'ambiente del cinema quasi per caso. Il suo debutto nel peplum “Quo Vadis” infatti dipende unicamente dal suo fisico imponente, che non passa di certo inosservato nell’ambiente cinematografico hollywoodiano. Si passa ovviamente per il lunghissimo sodalizio con Mario Girotti, alias Terence Hill, per arrivare fino ad oggi, quando l'attore, ormai sull'ottantina, si candida nelle liste di Forza Italia, più per amicizia con Silvio Berlusconi che per tentare un riciclaggio in politica.
Orson Welles è noto soprattutto per una delle più efficaci performance radiofoniche della storia. Nel 1938 gettò nel panico gli Stati Uniti mettendo in scena "La guerra dei mondi" di H.G.Wells. In questo volume, intitolato "It's all true. Interviste sull'arte del cinema", edito da Minimum Fax Welles ripercorre tutta la sua carriera di attore, sceneggiatore e regista partendo proprio dalla Guerra dei mondi e raccontando poi gli scontri con le major per mantenere il controllo sui propri film. Oltre alle interviste, nel libro troviamo un ricordo di Welles scritto da Gore Vidal, e un saggio di Serafino Murri sull'estetica dell'incompiuto nel grande cineasta americano. In allegato il dvd "Rosabella. La storia italiana di Orson Welles", un viaggio attraverso gli anni italiani di Orson Welles, con la testimonianza di molti professionisti del nostro cinema la cui vita è stata segnata dall'incontro con il regista. Tra le testimonianze quelle di Lello Bersani, Walter Chiari e Arnoldo Foà.
Di solito, quando si pensa alla solarità di personaggi come Topolino e Paperino, si pensa che anche il loro creatore Walt Disney fosse una persona altrettanto solare. Ci racconta una storia ben diversa il volume che vi propongo oggi, "Walt Disney. Il principe nero di Hollywood", di Marc Eliot, edito da Bompiani. Eliot ci rivela un uomo insicuro, pieno di conflitti e fobie, incline alla depressione e che non disdegnava l'alcol per dimenticare i suoi problemi. Tuttavia, Walt riesce in qualche modo ad andare oltre, creando storie e film indimenticabili. Il libro offre una narrazione precisa e senza timori reverenziali della vita del grande cartoonist, proponendo una chiave di lettura diversa dal solito della sua opera.
Il libro che vi presento questa settimana ci introduce alla storia della nostra radiotelevisione di stato, la Rai, dalla presidenza di Giuseppe Spataro nel secondo dopoguerra, fino al marzo scorso, alla nota performance di Michele Santoro al PalaDozza di Bologna. Questo il periodo che copre Giuseppe Gnagnarella in “Storia politica della Rai 1945-2010” (Textus Edizioni). In queste pagine i cambiamenti sociali del nostro Paese si intrecciano con la storia culturale e quella economica. Riviviamo il periodo in cui la Rai assolveva principalmente una funzione pedagogica, con la direzione di Ettore Bernabei. Conosceremo meglio la riforma del 1975 che aprì la strada al duopolio. Gnagnarella ci dà notizie di prima mano, visto che attualmente è responsabile della comunicazione di Raidue con alle spalle una lunga carriera da caporedattore al Tg3, al Gr2 e al Giornale radio unificato.
A quasi cinquant'anni dalla morte, avvenuta nel 1962, Marilyn Monroe continua ad essere un fenomeno di costume. Ultimo in ordine di tempo questo volume di Enrico Giacovelli, pubblicato da Lindau. L'autore ha voluto approfondire la maggior parte degli aspetti della vita e della carriera dell'attrice intervistando comprimari e colleghi, ma utilizzando anche brani delle interviste alla stessa Monroe, senza mai perdere il punto di vista del cinefilo doc. Nato a Torino nel 1958, laureato in Storia e critica del Cinema, Giacovelli ha al suo attivo numerosi libri, tra cui Un secolo di cinema italiano 1900-1999 (in due volumi), Tutti i film di Federico Fellini e enche una Breve storia del cinema comico in Italia. E visto che ci siamo, segnaliamo che in autunno è prevista da Feltrinelli la pubblicazione dei diari inediti di Marilyn Monroe. Il volume conterrà più di 250 pagine di una serie di poesie, lettere, frammenti di diario e appunti dell’attrice, molti dei quali scritti a mano e riprodotti nel volume. Testi insomma mai visti prima d'ora. Nel frattempo, ci possiamo preparare all'evento leggendo questo volume.
Fantozzi e Fracchia sono sicuramente due dei personaggi che hanno colpito maggiormente l'immaginario collettivo. Per chi ama questo protagonista del nostro cinema, ma anche della nostra televisione, Einaudi pubblica un libro con Dvd che contiene il meglio degli sketch del Paolo nazionale, che ha il merito di aver portato in Tv una comicità del tutto nuova, rivelando i paradossi di un paese, il nostro, ormai preda del consumismo e del servilismo. Le risate che suscita, come deve fare ogni buon umorista, hanno un retrogusto amaro, perchè appena finito di ridere ci si rende conto che ridevamo di noi stessi. Nel Dvd ritroviamo personaggi come Otto Kranz, "tetesco di Cermania", e i già citati Fracchia e Fantozzi. Ma soprattutto un'intervista con Villaggio, realizzata appositamente.
Torniamo a parlare di Mike Bongiorno, perché spolverando le nostre pile di libri abbiamo trovato questo volume di Antonio Di Pollina, intitolato "L'alfabeto di Mike". E non si tratta di un titolo messo a caso. Antonio Di Pollina, giornalista di Repubblica, analizza la vita del papà del telequiz per parole chiave. Partendo naturalmente da quella più famosa: "allegria", che guarda caso comincia proprio con la A. Era la parola con cui Mike iniziava e terminava spesso i suoi programmi. E con la quale, scrive Di Pollina, riusciva a conquistare i cuori di chi lo guardava in televisione. Molti di loro magari non lo erano, ma grazie a lui potevano evadere dal tran-tran quotidiano, immedesimandosi nei concorrenti dei suoi quiz. Alla F troviamo Fiorello, suo grande amico, che probabilmente c'entrava molto con il suo passaggio a Sky per la nuova avventura professionale che Mike stava per intraprendere al momento della sua scomparsa. E alla G non potevano mancare le Gaffe. Erano volute o no? Mike ci era o ci faceva. Secondo DiPollina, metà e meta. Alcune venivano costruite, mentre altre venivano per caso, ma la maestria di Mike nel gestire lo schermo tv le faceva diventare arte pura. Quella che costituisce la sua eredità, l'arte dell'intrattenimento televisivo.
Anche i grandissimi hanno i loro punti di riferimento. Per esempio, Walt Disney trasse ispirazione da un manuale sull'animazione che, pensate, fu pubblicato per la prima volta nel 1920. Si tratta di un testo che è disponibile anche in traduzione italiana. Si intitola semplicemente "I cartoni animati", scritto da Edwin Lutz ed edito da Audino. Questo testo è stato uno dei primi e resta uno dei migliori libri sull’arte dell’animazione. Si traccia non solo la storia del genere, che era già lunga all'epoca, ma soprattutto la tecnica, con tanto di ben 125 illustrazioni, che forniscono indicazioni sul disegno dell’anatomia e del movimento e istruzioni dettagliate su lavorazione e realizzazione dei film animati. Insomma, nonostante siano passati più di ottant'anni dalla sua prima pubblicazione, rimane un testo valido non solo dal punto di vista storico, ma anche da quello didattico. Edwin Lutz, I cartoni animati, Audino Editore.
26 DIC 09 - Chiara Poli,
Ammazzavampiri. La prima guida italiana al serial TV Buffy,
Ets
In questo periodo i vampiri sono tornati in auge anche al cinema, e allora perché non parlare della serie più vampiresca della Tv, vale a dire Buffy. Sette stagioni sanguinolente si sono ormai succedute negli Stati Uniti, mentre da noi, la serie, saltellando da un canale all'altro e tra le fasce orarie, è arrivata alla sesta. Capita allora a fagiolo questo libro di Chiara Poli, Ammazzavampiri. La prima guida italiana al serial TV Buffy, edito dalla pisana Ets. Molto interessanti i capitoli dedicati a ricostruire la psicologia dei personaggi principali che, come capita spesso nella realtà, sono caratterizzati dall’ambiguità e dalla lotta fra scelte sofferte ma costruttive e scelte che seguono le scorciatoie magiche, facili, attraenti, ma spesso dalle conseguenze funeste. Scrive a questo proposito la Poli: «L’elemento magico che crea guai ai nostri eroi è chiaramente la trasposizione dei comuni desideri delle persone: basti pensare agli incantesimi cui i protagonisti potrebbero ricorrere per far svanire tutte quelle situazioni difficili che, nel nostro Paese, fanno la fortuna di maghi, cartomanti e affini [...] Buffy ci mette in guardia da una bacchetta magica per ottenere ciò che non ci spetta. La magia spiega ogni cosa nel mondo di Buffy, ma al contempo ci ammonisce dal desiderarla per modificare il naturale corso della vita [...] L’unica forza in grado di salvare il mondo è l’Amore». Il volume presenta una guida agli episodi aggiornata alle trasmissioni italiane, oltre a uno studio di personaggi, linguaggio, ambientazioni, mitologia della serie e struttura narrativa del serial ideato da Joss
Whedon.
Anche questa volta vi suggeriamo un manuale di citazioni. Si tratta di "Che cavolo stai dicendo, Willis?! Da Arnold al Dr. House, le migliori battute dei telefilm", curato da Daniele Soffiati. Qui trovate 1000 frasi, estratte da telefilm come "Happy Days" e "E. R.". L'autore del resto non è nuovo a imprese del genere. Aveva già pubblicato una raccolta di battute, questa volta da film. Per un anno e mezzo, si è sottoposto a un vero e proprio bombardamento di episodi di serie tv, utilizzando anche internet per capire quali erano i momenti che erano rimasti più impressi nella mente e nel cuore dei telespettatori. fan delle series troveranno pane per i loro denti: le frecciate filosofeggianti di Dr. House, le riflessioni autoironiche di Ally McBeal, i duetti di Will & Grace, le scorrettissime cattiverie dei ragazzini di South Park, i nonsense dei Griffin. E ancora i turbamenti adolescenziali di The O.C., i botta e risposta di Friends, le schermaglie generazionali di Una mamma per amica, gli aforismi di Criminal Minds. Senza dimenticare autentici cimeli del passato, come le chiacchierate da bar di Cheers, i piccoli scontri fra genitori e figli a Casa Keaton o le frasi folgoranti di
Fonzie.
Il libro di oggi appartiene al genere "dizionario delle citazioni". Una volta si usava compilare frasi di classici, e ciascuno ne traeva qualche battuta di Cicerone o Dante da spendere in società per stupire il prossimo. Invece, in "La vita è un telefilm", di Leopoldo Damerini e Chiara Poli, possiamo strabiliare i nostri sodali con citazioni da esperti dalle serie più svariate. Non c'è nemmeno il timore di esaurire le battute, visto che sono la bellezza di 2020. Ma naturalmente, non c'è solo questo. Attraverso queste battute celebri, gli autori vogliono sottolineare come i telefilm in ultima analisi rappresentino un riflesso del costume di chi li guarda, diventando lo specchio della loro epoca. Per esempio, come ha sostenuto la stessa Chiara Poli in un'intervista, "ormai il confine fra cinema e tv, che si è andato assottigliando per un lungo periodo, non esiste più. Le produzioni televisive statunitensi sono una vera e propria fabbrica non solo di successi, ma anche di capolavori. Basta citare Lost o the west wing. Ma noi, infaticabili curiosoni, abbiamo scovato un'altra intervista in cui i due autori ci confidano le loro battute preferite. Per Leo Damerini, "Solo un grand'uomo riconosce la grandezza di un altro", da Boston Legal , e per Chiara Poli, “A volte siamo i peggiori nemici di
noi stessi”, detta da J.D. in Scrubs.
Oggi ci occupiamo di un aspetto della televisione, ma anche del cinema, al quale si presta poca attenzione: il doppiaggio. Questo è normale, perchè quando un doppiaggio è ben fatto, non si nota. Tuttavia, non è facile come sembra tradurre testi da una lingua all'altra, per esempio dal giapponese all'italiano, e fare in modo che incastrino nelle battute dei personaggi. Chi è curioso di questo aspetto della lavorazione cinetelevisiva può trovare interessante "Translating for dubbing from English into Italian" di Vincenza Minutella, pubblicato da Celid. Si tratta di un'introduzione alla traduzione per il doppiaggio dall'inglese all'italiano, che si concentra in particolare sugli aspetti linguistici e culturali. È rivolto principalmente agli studenti universitari che per la prima volta approcciano la traduzione audiovisiva, senza dimenticare un'ampia panoramica sugli aspetti teorici. Non manca neppure un'analisi degli aspetti linguistici e culturali da affrontare nel tradurre per il doppiaggio, illustrati con esempi tratti da vari film.
C'è
un cartone animato che sembra quasi una profezia della situazione economica che stiamo attraversando. E del resto si sa che gli scrittori, anche quelli di anime, spesso hanno le antenne piuttosto lunghe. Stiamo parlando di "Trider G7", di cui si parla nel libro di oggi, "Trider G7 - Robot in tempo di crisi", scritto da Alessandro Montosi e pubblicato da Iacobelli Editore. Il robot in questione è guidato da un ragazzo di 11 anni, e "lavora" per una compagnia di trasporti sull'orlo della bancarotta. Ben presto però il ragazzino si renderà conto di essere l'unico a poter salvare il mondo dalle speculazioni economiche e finanziarie dell'Impero dei Robot, una misteriosa e tentacolare organizzazione. Rispetto ai soliti robot degli anime, però, Trider e il suo pilota hanno un problema: per combattere servono le munizioni, e le munizioni costano. Così, anche nel mondo degli anime si insinuano quelli del mondo di tutti i giorni, ovvero come organizzare i mezzi a disposizione per combattere le nostre battaglie giorno dopo giorno. Esattamente come succede a molti di noi negli ultimi tempi.
C'è chi paragona Hiyao Miyazaki a Walt Disney, se non altro per il successo che ha avuto in Giappone e per la forza della sua vena poetica. Di certo, si tratta di uno degli autori più importanti nel campo dell'animazione mondiale. Nato in Giappone nel 1941, Miyazaki ha iniziato la sua carriera nel 1963 presso lo studio Toei Doga. E' diventato celebre anche fuori dall'ambiente anime con l'ultimo film su Ponyo, ma porta la sua firma anche un cartone animato popolare come Heidi. La differenza tra i suoi film e quelli disneyani è che Miyazaki parla coi bambini come se fossero piccoli adulti. La sua opera viene analizzata in questo libro di Alessia Spagnoli, Le insospettabili contraddizioni di un cantastorie, edito da Sovera. Ne emerge il ritratto di un narratore convinto che anche il gioco, e l'infanzia in genere, siano una cosa terribilmente seria, contrariamente a quanto pensano molti adulti, che si mettono a parlare con i bambini come se fossero dei dementi, mentre a volte sono molto più intelligenti di noi cosiddetti grandi. Per questo Miyazaki si permette, nei suoi film, di parlare di temi come l'ambiente e, perchè no, anche di politica.
Non stupisce che Lady Oscar sia diventata nel tempo una delle icone della cultura gay. Nata femmina, per il gran
dispiacere di un padre che desiderava un figlio maschio, lei stessa fino ad una certa età crede di essere un ragazzo, e viene avviata alla carriera militare. Poi si innamora, e le cose cambiano, con la rivoluzione francese sullo sfondo. L'ambiguità del personaggio ha dato origine a un vero e proprio genere. Davide Castellazzi, in un libro intitolato "Lady Oscar. Amori, segreti ed epiche battaglie", analizzza la serie in un agile saggio pieno zeppo di curiosità ma anche di informazioni storiche. Castellazzi, nato a Milano nel 1966, è uno dei più esperti editor di manga, fautore fra l'altro della scelta di puntare su questo genere da parte della Panini Comics. Attualmente è consulente per i manga per la Walt Disney e collabora con De Agostini.
Lost è sicuramente una delle serie più intriganti della storia della televisione. Come molti prodotti di successo, attorno ad essa è nato quello che in gergo si definisce "Expanded Universe", cioè universo espanso. Insomma, una serie di storie che sono legate alla serie principale ma non compaiono negli episodi che vanno in onda. Da qualche tempo sono in commercio due nuovi libri, editi da Buena Vista, che affrontano le avventure parallele di personaggi che non fanno parte del cast principale. Il primo è stato Pericolo di estinzione, di cathy Hapka. E' stata poi la violta di Identità segreta (dello stessa autrice) e di Segni di vita, di Frank Thompson. I libri trattano della vita prima e dopo
l'incidente aereo di alcuni dei personaggi minori della serie.
Mafalda è uno dei tanti personaggi dei fumetti che sono stati trasposti anche in cartone animato. E' una bambina, protagonista dell'omonima striscia a fumetti scritta e disegnata dal fumettista argentino Joaquín Lavado, in arte Quino, pubblicata dal 1964 al 1973, molto popolare in America Latina ed in Europa che però, stranezze del mercato editoriale, non è mai stata pubblicata negli Stati Uniti. Per chi ama questo personaggio, ma anche per chi vuole conoscerlo meglio, questa settimana segnalo un cofanetto, formato da libro e Dvd, pubblicato da Magazzini Salani. Nel disco si possono vedere più di 100 episodi a colori che, passando dalla carta al video, non perdono assolutamente l'umorismo delle strisce. Nel testo ovviamente ci sono molte curiosità, compresa una scheda per ogni personaggio.
Avete mai desiderato disegnare il vostro manga? Ecco un libro che vi può aiutare. Le edizioni Logos hanno in catalogo un testo di Christopher Hart che si intitola proprio "Disegnare i manga". In questo manuale ci sono tutti i segreti per disegnare quei mostriciattoli strani che parlano, combattono e fanno tante altre cose incredibili. Christopher Hart è l'autore che in assoluto vende di più al mondo nel settore dei libri dedicato ai cartoni animati. I suoi testi sono diventati uno standard per coloro che vogliono imparare a disegnare per i cartoons, con traduzioni in ben 18 lingue. Come tutti i libri di Hart, anche questo insegna a creare manga passo per passo, senza la necessità di aver frequentato una scuola d'arte. Dando la possibilità a noialtri maniaci, volendo, anche di creare la propria storia.
Penso che conosciamo tutti il Dottor House, il medico decisamente sui generis protagonista di una fortunatissima serie televisiva. Sicuramente, un uomo con una sua visione della medicina e della vita. C'è allora chi ha pensato di farlo parlare, pensate un po', di filosofia. Si tratta di 4 giovani filosofi che si celano dietro lo pseudonimo di Blitris, che hanno pubblicato un volume intitolato proprio "La filosofia del Dottor House", edito da Ponte Alle Grazie. Il loro collettivo è nato con lo scopo di dimostrare che questioni filosofiche serie sono implicate anche in prodotti culturali destinati al consumo di massa. Così vediamo il meno rassicurante dei dottori dialogare con i suoi interlocutori su una delle materie più indigeste per gli studenti con la sua consueta ironia e originalità, ma in modo assolutamente rigoroso. Secondo gli autori, House è portatore di una super-etica, che lo spinge ad agire in modo a volte paradossale, ma sempre sulla base di valori morali a cui non si possono fare eccezioni.
Vi siete mai chiesti se quello che succede nei cartoni potrebbe accadere nella realtà? Chi di noi, da ragazzo, non ha progettato un
robot come Goldrake? Come potrebbe funzionare? E soprattutto, cosa succederebbe se qualcuno dei suoi meccanismi si inceppasse? E questo vale anche per Daitarn 3, Jetta Robot e compagnia. A porsi queste domande per noi ci ha pensato Yanagita Rikao, nel suo volume "Anime University", l'improbabile scienza dei cartoni animati giapponesi. Da studioso di scienza, l'autore utilizza proprio le avventure dei nostri eroi preferiti per spiegare alcune questioni di fisica, e soprattutto quante volte, e come, gli eroi dei cartoni ne infrangono le leggi. Ma proprio qui sta il bello. In fondo i cartoni servono per sognare. O no?
Oggi parliamo di un libro che davvero un amante dei cartoni non può perdere. Si tratta del "Dizionario dei cartoni animati", di Daniel Simion, pubblicato da Anton. Le schede sono oltre 3000, e comprendono la bellezza di 90.000 episodi, con tutte le serie passate in televisione, cinema e nei più diversi circuiti commerciali. Ogni scheda è una vera miniera di informazioni: i titoli italiani (e quelli originali); i protagonisti (con decine di migliaia di nomi); i produttori (con migliaia di aziende); i registi (con migliaia di nomi); i paesi d'origine; le date di produzione; il numero delle puntate; la durata delle puntate e dei film; le trame e gli antefatti; i finali svelati. Non mancano le curiosità, le note, i record; le biografie dei protagonisti più significativi; i premi, le critiche, i riconoscimenti; le trasposizioni live action; i prequel, gli spin-off; i titoli alternativi. Insomma, qualsiasi cosa un appassionato possa cercare, qui c'è. Daniel Simion, Dizionario dei Cartoni Animati, Edizioni Anton.