Davide Di LucaOnline  

NEI PRESSI DI ALBINIA

 

 

 

 

L'uomo sul treno guardò distrattamente fuori dal finestrino, e vide. In mezzo a un campo enorme, stracotto dal sole del ventinove di luglio, c'era un omino piccino piccino, con in mano qualcosa. Non so, una vanga. Proprio allora, l'omino si tolse il cappello di paglia lo agitò. L'uomo sul treno ebbe la sensazione che salutasse proprio lui. E subito dopo pensò che era un'idea davvero sciocca. Un paio di minuti, e il dondolio del vagone che scorreva sulle rotaie lo ricondusse a un piacevole dormiveglia. Un po' umidiccio: l'aria condizionata era guasta. 

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