Davide Di LucaOnline  

DELITTO SULLA SCOGLIERA

VII

 

 

                Nei giorni di riposo dal lavoro, quando da Roma tornava a casa, Mario Coen cominciava a pregustare quella che sarebbe stata la sua vita una volta che le dimissioni fossero diventate effettive. Metteva la sveglia alle sette, ma era mattutino per natura, e finiva sempre per saltare giù dal letto verso le sei.

                Prima di tutto accendeva il computer. Tempo addietro infatti aveva scovato un sito dove pagando una sciocchezza al mese si potevano scaricare legalmente canzoni, film e telefilm. Fissato com'era con Star Trek, per lui era stata una sorta di manna. Poi, da lì aveva scoperto altre serie, e in seguito aveva cominciato ad interessarsi anche al cinema.

                Naturalmente è assai difficile immaginare uno come lui che stava un'ora e mezza, due ore davanti al computer senza far niente. Coen adottava un metodo tutto suo. Guardava un pezzetto di film, poi smanacciava un tot sui siti, e via di seguito. Era capace di andare avanti per un pomeriggio intero, per una giornata. Era sempre stato un tipo che si annoiava a fare la stessa cosa per troppo tempo.
                E poi c'erano le passeggiate. Gli avevano detto chiaro e tondo che la sua patologia si curava soprattutto con la dieta e l'attività fisica. Minimo un'ora al giorno di camminata, a passo spedito. All'inizio, ad essere sinceri, Coen non aveva la minima idea di come avrebbe potuto rispettare una prescrizione del genere. Invece, con l'andare del tempo, si era organizzato anche in questa come in tutte le sue cose. Quello che sembrava un tedioso pensum si era rapidamente trasformato in una piacevole abitudine.

 

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