Davide Di LucaOnline  

DELITTO SULLA SCOGLIERA


IV

                Coen era uno che non amava porre tempo in mezzo. Aveva sempre con sè un libro, una rivista o qualcosa per scrivere. se a volte per un motivo qualsiasi fossero capitati dei tempi morti. Nel caso specifico, si era portato il testo della traduzione, in modo da cominiciare a lavorarci su mentre aspettava il suo turno per essere visitato. Per la verità non c'era moltissima gente, così ben presto toccò a lui.

                Di solito la relazione con il proprio medico non è molto serena. Probabilmente impariamo ad averne terrore da piccoli, e poi rimane radicato. Anche Coen aveva provato queste simpatiche emozioni. ma poi le cose erano cambiate quando il vecchi medico di famiglia era andato in pensione. Probabilmente perchè colui che lo sostituì era un po' agli antipodi rispetto al proprio predecessore. In studio non si metteva mai il camice bianco, ma sopratttutto aveva un modo assai personale di arrivare a cavallo di una moto di grossa cilindrata quando veniva a visitare a casa. Insomma, nel complesso si trattava di un individuo assai più rassicurante.

                "Venga, venga, Coen. Si accomodi. Che mi racconta di bello?"

                "Eh, abbiamo finito di fare i pendolari."

                "Ha lasciato il lavoro a Roma?

                "Sì, ho dato le dimissioni. Ora ci devo stare ancora due mesi, ma sostanzialmente è cosa fatta. "

                "Ehhh, ha fatto bene. Perchè il lavoro è importante, ma la salute lo è anche di più. D'altra parte lei ora bisogna che si metta in testa di curarsi."

                "A proposito, le ho portato le analisi."

                "Hm, hm - fece il dottore prendendo il foglio che Coen gli tendeva - vediamo un po'... bene... bene... mhhh, qui c'è da lavorarci... qui anche... eh, questo è un affare un po' più serio."

                Scorse una per una tutte le voci del referto. "Bè, Coen - concluse poi - cosa vuole che le dica. La situazione è piuttosto seria, ma non gravissima. Intanto - continuò prendendo il ricettario - le prescrivo queste pillole, che la aiuteranno a fluidificare un attimino il sangue. Poi bisogna che passi al centro specialistico e parli con un dietologo, perchè ci sono delle abitudini alimentari che vanno assolutamente cambiate, e anche piuttosto alla svelta. Infine, ma questo glielo dirà anche il dietologo, bisogna che lei si metta in testa di camminare. E quando dico camminare intendo camminare parecchio, almeno un'ora al giorno, tutti i santi giorni che dio mette in terra. Comunque, se segue queste indicazioni le prometto che tra un anno o due si ritroverà con le analisi di un bambino."

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