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DELITTO SULLA SCOGLIERA |
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III
Mentre faceva il proprio ingresso nel palazzo della Procura, Coen valutò se era il caso di fare a piedi i due piani di scale. Lo scopo era duplice. Innanzitutto, si trattava di un modo come un altro per fare attività fisica. E poi, porca di quella miseria, per un verso o per un altro doveva pur togliersela prima o poi questa beata paura delle scale. Va bene, aveva subito 'sto accidenti di trauma quella volta che c'era stato il terremoto. Ma era accaduto ventidue anni prima, e sarebbe stata anche l'ora di sbarazzarsene. Per dirimere la questione si tenne una sorta di consiglio di amministrazione interno. Certo, le paure devono essere sfidate, però... ecco, ripensandoci Coen si vedeva preso dall'idea fissa di quello che avrebbe potuto accadere se fosse caduto, o lo avesse colto un coccolone mentre saliva... Si ritrovò nell'ascensore senza sapere come diamine ci fosse arrivato. Le scrivanie nell'ufficio segreteria erano come sempre stracariche di faldoni.Coen, da bravo studioso di tecniche di management, aveva pensato più volte che sarebbe stato molto interessante studiare il funzionamento della macchina giudiziaria. Mentre ci ragionava su, dalle pile di documenti emerse una signora ormai prossima alla cinquantina, ma che ciò nonostante somigliava parecchio alla fata Campanellino, nel suo saltare di qua e di là. Francamente, dava una sensazione molto simile al mal di mare. "E dunque, eccolo qua il nostro Mario. Eh? Eh? Guardi, guardi che bella cosina che le abbiamo preparato. Ci sono una ventina di pagine da tradurre in tedesco. Sa? Sempre per quell'affare di quella ragazza che hanno ammazzato sulla scogliera... poverina, ventun'anni appena." "Eggià, proprio una brutta storia."
Tra stilare il verbale di conferimento incarico e un minimo di conversazione, se ne andò una decina di minuti, forse anche un quarto d'ora. Poi Coen, portando il suo bravo plico sottobraccio, prese le scale e scese a piedi senza provare il benchè minimo sbandamento. Anzi, si sarebbe reso conto del fattaccio un bel po' più tardi, quella sera, ormai nel dormiveglia che precede il sonno.
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