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DELITTO SULLA SCOGLIERA - PARTE SECONDA |
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I
Mario e Federica si erano conosciuti a scuola guida. Il tipo che faceva pratica, bizzarro assai già a vederlo, si occupava di so-fro-lo-gi-a. Vattelappesca cos'era. Cioè, lui ci aveva anche provato a spiegarglielo. Ma se non lo capiva Mario, figuriamoci Federica. Del resto, entrambi erano troppo presi dalla comprensione del concetto di spinterogeno. Non c'era posto per molto altro.
Mario all'epoca aveva compiuto diciotto anni da pochissimo, e stava giusto terminando il liceo. Quanto a Federica, dopo la terza media aveva preferito cercarsi un lavoro, e il gioco del destino l'aveva catapultata in uno studio estetico. Cominciò pulendo dove gli altri sporcavano, ma in dodici anni, picchia e mena, un pò di largo era riuscita a farselo, diventando una delle socie. Peraltro, proprio allora la ditta si stava espandendo. A breve era prevista l'apertura di una filiale nella città vicina. Ci sarebbe stato da spostarsi spesso, ed ecco che urgeva la patente. Quanto a Mario, si trattava più che altro di una sorta di meccanismo. Avendo compiuto la maggiore età, era ovvio che si dotasse della sua brava quattroruote. Ora, accadde un giorno che Mario e Federica si trovassero seduti uno accanto all'altro. Mario si era sempre considerato un timido. Con le ragazze poi non ne parliamo proprio. Eppure in seguito si sarebbe ritrovato a chiedersi come mai non solo aveva trovato naturalissimo attaccare bottone con lei, ma aveva anche provato la netta sensazione di tenere la situazione sotto controllo. Non si sarebbe mai dato una risposta convincente. Tuttavia, sta di fatto che era andata così. Probabilmente era vero che in questi casi scattava qualche tipo di recondita alchimia. Ma le stranezze non si fermavano qui. La signora Coen rimase con gli occhi così quando il suo pargolo le comunicò che sarebbe andato a ballare, e per di più che ci andava con una ragazza. La sua meraviglia aveva solide basi. Coen era stato in una discoteca solo una volta prima di allora, quand'era alle medie, trascinato da dei compagni di classe. Ne era uscito un'oretta scarsa più tardi, in preda alle convulsioni. Dai susseguenti esami clinici era emersa una finora latente iperacusia. Vabbè, adesso erano passati cinque anni, e c'era di mezzo una ragazza. Però era strano lo stesso.
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