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DELITTO SULLA SCOGLIERA |
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XXVI
Sembrava facile raccontare. Probabilmente, Gabriele le aveva proposto quell'esercizio per farle capire quanto fosse futile quell'attività così tipicamente umana. E lenta, pure. Qui non si comunica con le parole, le aveva detto. Non ci sono pensieri nascosti. Ogni entità è immediatamente accessibile alle altre, con la massima trasparenza. Naturalmente, le parole non potevano rendere l'idea. A questo ci arrivava anche lei. Si tornava sempre lì: avrebbe dovuto decidersi una buona volta ad abbandonare la razionalità. Ma lo stesso Gabriele era stato costretto ad ammetterlo: non ce l'avrebbe fatta prima di sciogliere quel nodo che la legava al mondo fisico.
Quindi, eccola qui. Aveva materializzato una stanza simile alla sua, o più probabilmente a come se la ricordava. Ma questo era secondario. C'erano una sedia, un tavolo e un computer. Questo contava. Doppio click sull'icona del programma di scrittura. Nuovo Documento 1. Io e Mario... Scritte queste tre parole, Federica rimase per un po' con il dito indice a mezz'aria. Ci sarebbe proprio voluto lui, che di 'ste cose un po' ne masticava. Leggeva sempre tantissimo. Ricordava bene la prima volta che era stata a casa sua: si rimaneva impressionati dal fatto che praticamente ogni spazio disponibile era occupato da libri. E di quelli alti, pure. Roba che faceva venire il mal di schiena solo a tirarla su. Lei invece, bè... diciamocelo... Aveva cominciato a prendere ripetizioni di italiano proprio perchè davanti a lui si sentiva di un'ignoranza abissale. Due volte la settimana, dopo il lavoro, andava in città da una tipa con il birignao, prof in pensione del liceo classico, scovata su un giornaletto di annunci alla voce "lezioni private". Facevano conversazione, e le aveva dato da leggere Il Barone Rampante di Italo Calvino. Per il bello stile sicuramente, aveva detto, ma anche "perchè sviluppasse un po' di senso del meraviglioso". Cosa volesse dire la prof, Federica non lo aveva capito. Almeno, non lì sui due piedi. Adesso invece lo sapeva molto bene. Non era una questione di come si parlava, ma di come si pensava. E i suoi pensieri erano sempre stati rasoterra. A volte addirittura era arrivata a scavare. D'improvviso, le si accese la lampadina. Certamente! Era da lì che doveva partire. |
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