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Home>Romanzi>Delitto sulla Scogliera>Parte Prima, Capitolo 24 DELITTO SULLA SCOGLIERA |
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XXIV
Come per la maggior parte delle sue cose, anche nel camminare per strada Mario Coen usava un metodo ben preciso. Era necessario, perché in giro c'č pieno di persone che non sanno stare al mondo. Talvolta poi non sanno neanche di esserci, e quindi men che meno sono capaci di aggirarsi tra i propri simili.
Guarda per esempio queste tre tipe. Tre signore di mezz'erą dalle misure matronali e pure un tantinello incartapecorite. Si tengono a braccetto, e tengono il loro passo in perfetto sincronismo, guardando dritto davanti a sč, mentre blaterano di quello lģ e quella lą che. Per caritą, nessuno nega il loro diritto di parlare di quello che vogliono, nč di andare a braccetto in tre se č per questo. Ma č pur vero che la mia libertą finisce dove comincia la tua. E che, si dą il caso, questo comportamento non sanzionabile in genere lo diventi quando per metterlo in atto ti appropri dell'intero marciapiede, obbligandomi a scendere dal medesimo. Correndo cosģ il rischio di essere falciato via da qualche drogo-alcoolizzato al volante/manubrio di qualche ufo che si trova a volare rasoterra. Qui ci voleva il framing. Che detto cosģ sembra chissą che cosa. In realtą era tipo una di queste techniche new age di cui Coen era aficionado ormai da anni. Praticamente: immaginavi che tutto intorno a te rallentasse, e cominciasse appunto a scorrere un fotogramma alla volta. In realtą, com'č ovvio, non rallentava un accidente, ma di sicuro riuscivi a concentrarti meglio sulla situazione e, di conseguenza, poteva darsi che riuscissi a gestirla passabilmente. Tamponavi la disattenzione altrui con una iper-attenzione tua.
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