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DELITTO SULLA SCOGLIERA |
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XVIII
Francamente, Beatrice se la sarebbe immaginata diversa. Dagli anni della scuola se la ricordava con una sorta di vestaglione, e magari anche l'aureola. Invece di fronte a lei stava una tipa sui venticinque, anche ben messa di seno, con un piglio che faceva pensare a una donna manager più che all'ideale femminile concepito da un poeta. Subito dopo, Federica si rese conto di aver pensato una solenne sciocchezza. Ormai avrebbe dovuto saperlo bene che "lì" (non sapeva in quale altro modo chiamarlo) niente aveva una forma. Lei era arrivata da poco. Conservava la "forma mentis" umana, e quindi tendeva a "filtrare" quello che percepiva secondo i canoni dell'"homo sapiens". Col tempo, le aveva detto Gabriele, questa esigenza sarebbe andata scomparendo.
"Dante era tanto un brav'uomo - considerò Beatrice rispondendo a una specifica domanda di Federica, mentre le versava del karkadè - ma a momenti faceva dei discorsi davvero da bischero. Mi sarebbe anche garbato starci insieme, ma cosa vòle, a quei tempi era tutto combinato... mi toccò sposare uno scelto dai miei vecchi, che poi a dire il vero non era neanche male, via. Mi sono adattata, e alla fine m'è andata meglio che a tante altre." "Ma poi, uqndo lui è arrivato 'qui'..." "Sì, ma certo. Sono stata la prima ad andarlo a cercare.Però, sa, erano passati tanti di quegli anni, e anche lui, poverino, quello che non gli era successo! D'altronde, anche a me una volta m'è toccato di tirarlo fuoti da una situazione veramente brutta, quella volta che s'era perso in una selva, distratto com'era, non si ricordava nemmeno come ci era arrivato. Se un ci era Virgilio a cavarlo d'impiccio, magari sarebbe arrivato anche prima." "Ma insomma - chiese Federica smettendo di colpo di prendere appunti - quando alla fine vi siete rivisti... com'è andata?" Improvvisamente, Beatrice guardò per terra. "Ecco.. se devo essere sincera... non è andata benissimo..." "Cioè?" "Sai come funziona... per noi, qui, il tempo non scorre. Per chi rimane di là, invece... Insomma, quando arrivò qui a stento ricordava chi fossi."
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