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DELITTO SULLA SCOGLIERA |
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L'ufficio di Gabriele non presentava caratteri che lo differenzassero dalla media. Era tutto giocato sui toni del bianco e del nero, con una totale assenza di grigi. Tavolo d'ebano, poltrona in sky, per la verità non molto dirigenziale. Ma si sa, Gabriele era uno che non si montava la testa. Ecco, se c'era qualcosa di fuori dalla norma in quel posto, mancavano scaffali con annessi faldoni, e poi i quadri appesi alle pareti. Vabbè che l'arte astratta ci ha abituati un po' a tutto, ma queste tele suscitavano in chi le guardava l'impressione di essere contemporaneamente ovunque e da nessuna parte. Qualunque essere umano medio avrebbe istintivamente voltato lo sguardo. "Se l'è data a gambe, semplicemente", disse Federica
"Secondo me. la questione è che l'hai preso troppo di petto. Niente di male, sei solo nuova di queste cose. Avevi fretta di ristabilire il contatto, e non ha tenuto conto del tipo che è. Vedi, gli umani hanno una mente molto complessa, e il nostro Coen non fa eccezione. In fondo lo sanno benissimo che quella fisica non è l'unica esistenza possibile. Ma compatiamoli: sono talmente abituati a pensarlo che quando qualcuno gli ricorda come stanno le cose vanno nel panico. E poi c'è da considerare anche un altro aspetto. "Cioè?" "La prossimità." "La prossi-che?" Gabriele si esibì in quello che probabilmente era uno dei sorrisi più larghi del suo repertorio. "Come spesso succede, mia cara Federica, si tratta di un concetto che sembra complicato visto da lontano e semplicissimo visto da vicino. E' valido non solo per voi umani, ma per ogni forma di vita senziente. Ciascun essere vivente è capace di grandissime imprese. Anche quello apparentemente più debole può raggiungere mete che vanno oltre la propria immaginazione. Ma che succede quando progetti un viaggio di migliaia di chilometri? Può capitare che una simile lunghezza ti spaventi, e che il panico ti induca a rinunciare. Il che è un peccato, in tutti i sensi. Sai bene come la pensiamo da queste parti di chi spreca i propri talenti. Eppure, tutto dipende da come percepiamo ciò che ci circonda. Ogni oggetto complicato è tale solamente nei nostri pensieri, e comunque può sempre essere suddiviso in parti, vale a dire in oggetti più semplici." "Forse ho capito. - interloquì a questo punto Federica - E' un po' come quel proverbio sul fatto che anche un viaggio molto lungo comincia con un passo." "Ehi, ma qui abbiamo una ragazza sveglia! Sì - ammise un compiaciuto Gabriele - il concetto è più o meno quello. Ma c'è dell'altro. Non solo il lunghissimo viaggio di cui sopra inizia con un piccolo passo, ma è tutto fatto di piccoli passi. " "Quindi, se uno si rende conto di questo, ogni cosa diventa molto più facile. Non ci sono più scuse per mettersi in viaggio." "Già. A quel punto, la rinuncia semplicemente non è più un'opzione valida." Federica appoggiò le mani sul tavolo, socchiudendo gli occhi. "Capisco. Anzi, come dicono gli inglesi, I see. Con Mario sono stata un po' troppo precipitosa. "E' solo entusiamo, mia cara, solo entusiasmo, - minimizzò Gabriele agitando in aria la mano destra - unito magari alla mancanza d'esperienza. Comunque, non è accaduto nulla di irreparabile. Hai solo restimolato ricordi e sensazioni legati alla vostra storia che magari lui non ha gradito moltissimo. Però adesso basterà trovare un modo meno traumatico per entrare in contatto con lui." "Per esempio?" "Bè - fece Gabriele alzando il sopracciglio destro - pure a lui prima o poi capiterà di sognare, noh? E se un fatto illogico accade nei sogni, non è più così inaccettabile..."
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