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A un certo punto 

 

"Mi dispiace, ma al computer ci sto il tempo che mi è necessario, quando sono libera."

La vecchietta rimase attonita per un lungo istante. Provò forse a riprendere il suo brontolio, ma Giorgia aveva già fissato lo sguardo sullo schermo del portatile, chiudendo tutti i possibili boccaporti di comunicazione. Bercia pure quanto ti pare, non ti sento. 

Del resto, era chiaro che prima o poi la situazione avrebbe dovuto arrivare ad una svolta. Vabbè, glielo avevano pur detto i figli della tipa che non stava bene, l'Alzheimer e tutto. Però secondo lei la buona donna un pochettino ci marciava. Certo, lei era entrata in casa come ospite non pagante, in realtà una sorta di infermiera, badante o come vogliamo chiamarla. Una dama di compagnia, insomma, soprattutto per la notte, quando alla brava donna spesso prendevano degli attacchi di panico. E dopotutto, rifletteva, era sempre meglio di prima, che non le era rimasto nemmeno un tetto sulla testa. 

Però, fin dai primi giorni non è che le cose fossero andate benissimo. Voi, come la definireste "una casa"? Esatto: un posto dove uno sta bene con se stesso. Dopo una giornata più o meno stressante, arrivi e ti chiudi la porta alle spalle. Ti togli le scarpe, e cominci a ricaricare le batterie. 

Qui era ben diverso. Giorgia si era fatta una sua idea. In  buona sostanza, alla signora sarebbe piaciuto che lei, assolta la funzione notturna, scomparisse da casa per tutto il giorno.  Certamente, una questione di territorio, come succedeva anche con le coinquiline ai tempi dell'università. Aveva condiviso l'appartamento con cinque persone diverse, e lo schema era sempre più o meno quello. Ognuno cercava di guadagnarsi uno spazio più ampio possibile, in un continuo tiro alla fune. L'armadietto del bagno, l'uso di piatti e bicchieri, mille altre cose. 

Aveva quindi cercato un giusto mezzo.  Innanzitutto, incrociare la tipa il meno possibile. Pensava: evidentemente, meno ci vediamo, meglio stiamo. Ma ben presto si rese conto di aver sbagliato i calcoli. Sì, perché i faccia a faccia diminuirono di numero, è vero, ma divennero, come dire, più intensi. Tempo un paio di settimane, davvero mancava soltanto che la padrona decidesse anche di che colore doveva mettersi le mutande. Giorgia si rese conto che camminava sempre più in punta di piedi, per giunta sulle proverbiali uova. Presto non si trattò più di come e quanto "usava la casa", ma di un dominio vieppiù crescente sulla sua vita privata. Fu più o meno a quel punto, come accade sovente, che la soluzione arrivò in modo del tutto inaspettato.

Su uno di questi siti di incontri Giorgia aveva conosciuto Stefano. Trattavasi di un bel ricciolone moro accessoriato di occhi verdi, anche lui arrivato da fuori. Erano già usciti un paio di volte, e le era parso di aver rimesso l'orologio indietro, tipo, di trent'anni. Cavolo, si era detta, adesso si comincia a ragionare. Le aveva fatto dimenticare per un bel po' tutti i rovesci seriali che da benestante l'avevano trasformata in badante. Quella sera Giorgia, rientrando a casa, passeggiava giustappunto tra cirri nembi e altre formazioni nuvolose, quando aprendo la porta si ritrovò davanti la padrona, mani sui fianchi.

"Giorgia, così non si fa, eh? Guarda che ti butto fuori a pedate."

Ora, capirete che passare dall'estasi a chiedersi oddio cos'ho combinato ci vuole un tot di tempo. Troppo: la padrona aveva già ripreso fiato. Non poteva assolutamente ammettere che una persona che viveva con lei si facesse vedere davanti casa mentre si produceva in effusioni con un uomo che non era neanche suo marito. La sua era una casa onorata e non le andava che i vicini sparlassero di lei. Quindi, o la smetteva, o si accomodasse pure fuori con le sue carabattole. 

Giorgia ci mise ancora un attimo per realizzare. Lo sta facendo davvero. Si sta facendo i fatti miei. Ci fu un rimescolamento di svariate entità psichiche, un insolito agglomerarsi di Io Es Id Superio e chi più ne ha più ne metta. Una bottiglia di birra alla quale infine partì il tappo. Riprendere le redini del cavallo, ecco quello che si doveva fare. Piantare dei paletti. Tutto l'Alzheimer di 'sto mondo e di quell'altro non glielo avrebbe impedito. Succedesse quel che doveva, non si sarebbe più fatta mangiare la pappa in capo da nessuno. 


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