Davide Di LucaOnline  

BUEN RETIRO

 

 

 

Niko si svegliò di colpo. Sudava. Il riquadro luminoso della finestra nel buio, poi, gli aveva sempre messo paura. Così gli volle un po' per neutralizzare completamente l'effetto del sogno che stava facendo. Certo, sapeva benissimo che tra le funzioni dell'attività onirica c'è quella di scaricare la tensione accumulata durante il giorno. Però avrebbe preferito ogni tantn sognarsi una cavalcata con qualche prosperosa top model.

Si sedette sulla sponda del letto. L'incubo era stato bruttissimo, realistico quanto basta. Lo trovavano anche lì. Di come avevano fatto, non ne aveva idea. Del resto, in un sogno non è che si seguano nessi logici. Da sveglio, quel terrore notturno non aveva la minima possibilità di realizzarsi.

Questa volta, d'altronde, se lo era scelto bene il suo rifugio. Quello dell'agente speciale è un mestiere durissimo. Sempre in mezzo a traffici di armi droga materiali radioattivi. Il che logicamente ti portava ad aver a che fare con gente assai poco simpatica. E va bene: non avrebbe scelto quel mestiere se non fosse stato più che capace di assumersi qualche rischio calcolato. E gli andava anche bene di dover essere cauto ad andarsene in giro, posto che quelli avevano la curiosa fissa di far fuori chi intralciava i loro affari. 

Però, visto che ora ce n'era la possibilità, aveva colto al volo l'occasione di rifugiarsi lì, quando aveva bisogno di ricaricare le batterie.

Si diresse verso il terrazzo, e inspirò l'aria carica di iodio, si riempì gli occhi della vista del mare. Era davvero un posto bellissimo, e perfettamente sicuro. Ormai da un bel po', si era anche abituato al fatto che in cielo brillava una sola luna anzichè quattro.

Per il resto, non sembrava neppure di essere in un altro universo. 

                    

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